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PRC.13 · Processo Costruttivo

Getto Architettonico a Faccia Vista

Nel calcestruzzo a vista la finitura non si applica dopo: coincide con i primi tre millimetri del getto. Tutto quello che il cantiere fa — il cassero, il disarmante, la vibrazione — resta scritto sulla parete per sempre.

Altezza dello strato di getto
40–50 cm
Copriferro in facciata esposta
40–50 mm
Riutilizzi del pannello fenolico
3–5 per la classe migliore
Stagionatura umida
almeno 7 giorni

Panoramica

TAV. 00

È l'unico materiale in cui struttura e finitura sono lo stesso gesto, fatto una volta sola e non ripetibile. La qualità non nasce in cantiere ma nella preparazione: la scelta del cassero, che imprime texture e assorbimento; il disegno dei giunti e dei fori dei distanziali, che diventa il modulo compositivo della facciata; la costanza della miscela, perché due forniture diverse danno due colori diversi. Il getto è poi un lavoro di ritmo: strati di altezza contenuta, vibrazione misurata, nessuna interruzione. Dopo il disarmo comincia la parte che quasi nessuno protegge davvero — la stagionatura umida, che decide quanto quella pelle sarà resistente e quanto resterà uniforme nei decenni.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA1 strato su 5 in operaArmatura e distanziatori

Il dettaglio del gestoil copriferro come conto alla rovescia

COPRIFERROARMATURA PASSIVATAFRONTE DI CARBONATAZIONEESTERNO
01Giorni 1–3

L'armatura e il copriferro

Posa delle gabbie su distanziatori dedicati al faccia a vista, con copriferro maggiorato e legature rientranti.

Perché si fa cosìIn una parete intonacata un ferro un po' più vicino al cassero non lo nota nessuno. In una parete a vista lo si legge dopo tre inverni, come una linea di ruggine che segue esattamente il tracciato dell'armatura. L'anidride carbonica dell'aria penetra lentamente nel calcestruzzo e ne abbassa il pH: finché il fronte di carbonatazione non raggiunge il ferro, l'acciaio resta passivato; quando lo raggiunge, si ossida e si espande, e l'espansione stacca la pelle. Il copriferro non è quindi una tolleranza di posa, è il conto alla rovescia della facciata. Anche le legature contano: una punta di filo lasciata verso il cassero è un punto di ruggine garantito.
40–50 mm · copriferro in facciata esposta4/m² · distanziatori minimi sulla faccia a vista0 · punte di filo verso il cassero
In manopettine per copriferrodistanziatori in cemento o fibrapinza da legatore
verifica del copriferro prima della chiusura del cassero, non dopo
L’errore che costa caroDistanziatori di plastica comuni lasciati a vista sulla faccia esposta: restano visibili come punti chiari e, peggio, creano un percorso preferenziale per l'acqua fino al ferro.
Controllo DLCopriferro verificato con pettine su tutte le facce a vista; distanziatori idonei al faccia a vista, in numero sufficiente; legature rivolte all'interno; gabbie stabili, che non si spostano al passaggio del vibratore.
Gira le legature verso dentro. Ogni punta che guarda il cassero, fra tre anni è una macchia.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
28 giornimaturazione e prima carbonatazione superficiale: molti idrorepellenti non si legano su calcestruzzo giovane

clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora

Le macchie hanno una causa

Da dove vengono i difetti di una parete a vista

TAV. G1

Ogni imperfezione di un getto a vista ha un'origine precisa, e quasi sempre precede il getto stesso. Riconoscerle serve a due cose: correggere la parete successiva, e capire di chi è la responsabilità prima che la discussione diventi una perizia.

BOLLEtroppo disarmante o poca vibrazioneRIPRESA FREDDAgetto interrotto oltre il tempo di presaDISOMOGENEITÀvibrazione eccessiva o miscela diversaLINEE DI RUGGINEcopriferro insufficiente, anni dopoTRE SU QUATTRO SI DECIDONO PRIMA CHE ARRIVI L'AUTOBETONIERAPER QUESTO LA CAMPIONATURA IN SCALA REALE NON È UN LUSSO

La campionatura in scala reale — una porzione di parete eseguita con gli stessi casseri, la stessa miscela e la stessa squadra — è lo strumento che trasforma tutte queste voci da contestazioni a scelte concordate.

Tre leganti, tre modi di pensare

Calcestruzzo ordinario, UHPC, geopolimerico

TAV. G2

Il faccia a vista non è più solo il grigio del cemento Portland. L'UHPC porta la resistenza a valori che permettono spessori sottilissimi e forme che il calcestruzzo tradizionale non regge; i leganti geopolimerici sostituiscono il clinker con sottoprodotti attivati alcalinamente, abbattendo l'impronta di carbonio e cambiando colore e resistenza chimica. Ognuno chiede casseri, tempi e maestranze diverse: non sono lo stesso materiale con un'etichetta diversa.

ORDINARIOspessori generositecnica diffusaimpronta di carbonio altaUHPCspessori sottilissimiforme complesse, prefabbricazionecosto e controllo di processoGEOPOLIMERICOclinker sostituito da sottoprodottiimpronta molto ridottafiliera e normativa ancora stretteCONFRONTO QUALITATIVO · LA SCELTA DIPENDE DA SPESSORE, FORMA, ESPOSIZIONE E FILIERA DISPONIBILE

Confronto qualitativo fra famiglie di legante, non fra prodotti commerciali. I requisiti prestazionali e di durabilità restano quelli delle norme sul calcestruzzo strutturale: qui si spiega la logica della scelta, non si sostituiscono i valori di progetto.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
NIDI DI GHIAIAVibrazione insufficiente o caduta libera eccessiva (fase 03): la pasta non riempie fra gli inerti e restano zone aperte, spesso in basso e agli spigoli, dove l'acqua entra direttamente.
RIPRESA FREDDAInterruzione del getto oltre il tempo di presa (fase 03): resta una linea orizzontale netta e una differenza di tono; nessun trattamento superficiale la elimina.
PELLE POLVEROSAStagionatura umida saltata (fase 04): i millimetri esterni non completano l'idratazione, restano porosi e la parete si sporca a chiazze già dal secondo anno.
LINEE DI RUGGINECopriferro insufficiente (fase 01): la carbonatazione raggiunge l'armatura, l'ossido si espande e distacca la pelle seguendo il disegno dei ferri.
FILM DISTACCATOPittura filmante al posto dell'idrorepellente (fase 05): il vapore resta intrappolato, il film si stacca a placche e porta via con sé la superficie di getto.

Domande da cantiere

TAV. Q
Si può correggere una parete venuta male?

Solo entro limiti stretti, e conviene deciderlo con il progettista prima di provarci. Nidi di ghiaia isolati si ripristinano con malta a ritiro compensato dello stesso tono, campionata a parte; le bolle non si stuccano una per una, perché il risultato è peggiore del difetto. Le differenze di tono si possono attenuare con velature minerali, mai con pitture coprenti. Una ripresa fredda, invece, non si toglie: si può solo trasformarla in un giunto dichiarato, aggiungendone altri allo stesso passo perché diventi un ritmo.

Perché due pareti gettate a una settimana di distanza hanno colori diversi?

Perché il colore del calcestruzzo dipende da almeno quattro variabili che cambiano fra un getto e l'altro: il cemento (anche la stessa marca varia di lotto), il rapporto acqua-cemento, l'assorbimento del cassero e la temperatura di maturazione. Per questo nei progetti in cui il tono conta si blocca il lotto di cemento, si fissa la miscela e si programma di gettare l'intera facciata con casseri allo stesso numero di riutilizzi. Non è pignoleria: è l'unico modo per ottenere uniformità.

I fori dei distanziali vanno chiusi o lasciati a vista?

È una scelta di progetto, ma tecnicamente vanno sempre chiusi almeno all'interno: il tubo del distanziale è un passaggio diretto attraverso la parete e, se attraversa un elemento controterra o esposto, è una via d'acqua. All'esterno si usano tappi in cemento colorato campionati sul posto, che diventano parte del disegno. Lasciarli aperti è legittimo solo dove la parete non ha dietro ambienti riscaldati e il progettista lo ha deciso consapevolmente.

Come si isola una parete a vista senza perderla?

Il faccia a vista esterno e il cappotto sono incompatibili per definizione, quindi restano tre strade. La prima è la parete a doppio getto con isolante in mezzo, gettata in due tempi o prefabbricata: costa di più e richiede connettori a bassa conducibilità. La seconda è l'isolamento dall'interno, che funziona ma va verificato con attenzione sul rischio di condensa interstiziale e sui ponti termici dei solai. La terza è riservare il faccia a vista a elementi non disperdenti — setti, parapetti, pareti di vani non riscaldati — e trattare diversamente l'involucro. Nessuna delle tre è gratis: va decisa in fase di progetto, non in cantiere.

Materiali coinvolti

TAV. M