Parete monostrato in blocchi di laterizio alveolato, in cui la porizzazione dell'impasto e la geometria dei setti creano una fitta rete di microcamere d'aria. Un'unica massa che porta, tampona, isola e accumula calore, nella migliore tradizione della muratura mediterranea aggiornata alle prestazioni energetiche.
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
Parete monostrato in blocchi di laterizio alveolato, in cui la porizzazione dell'impasto e la geometria dei setti creano una fitta rete di microcamere d'aria. Un'unica massa che porta, tampona, isola e accumula calore, nella migliore tradizione della muratura mediterranea aggiornata alle prestazioni energetiche.
Il blocco di laterizio porizzato porta all'estremo l'idea della muratura monostrato: un solo elemento che assolve insieme alla funzione portante (o di tamponamento), alla tenuta e all'isolamento termico. La porizzazione si ottiene aggiungendo all'argilla sostanze che in cottura bruciano (farina di legno, polistirene), lasciando micropori; insieme ai setti sottili e ai fori verticali, questi pori intrappolano aria immobile, il vero isolante. Il risultato è una parete «che respira», massiva e a bassa conducibilità.
La conducibilità termica di una muratura porizzata dipende da due fattori combinati: la microporosità dell'impasto cotto e il disegno dei fori, organizzati in file sfalsate che allungano il percorso del calore attraverso il setto. L'aria contenuta nei micropori e nelle camere è ferma, quindi non trasmette calore per convezione: è questo a portare la conducibilità del blocco fino a valori dell'ordine di 0,10-0,20 W/mK, lontani dal laterizio pieno tradizionale. La stessa massa, però, conferisce alla parete elevata inerzia termica e un forte sfasamento, decisivo per il comfort estivo.
Per non vanificare le prestazioni del blocco occorre eliminare i ponti termici dei giunti di malta. I blocchi rettificati, a facce piane e parallele, si posano a giunto sottile (1-3 mm) con malta-colla stesa solo sui setti, oppure a secco con incastri maschio-femmina sui giunti verticali. La malta tradizionale a giunto spesso, molto più conduttiva del blocco, creerebbe invece una griglia di ponti termici. Cura particolare richiedono gli architravi, i cordoli e gli angoli, dove la continuità dell'isolamento va ricostituita con blocchi isolanti o tagli termici.
La muratura porizzata è incombustibile (Euroclasse A1) e offre un'eccellente resistenza al fuoco grazie alla massa. È inoltre un materiale igroscopico e traspirante: assorbe e rilascia il vapore acqueo, contribuendo a regolare l'umidità interna e riducendo il rischio di condensa superficiale e muffe, a patto di usare intonaci e finiture altrettanto permeabili al vapore (calce, silicati). Il limite principale è la fragilità a trazione e taglio in zona sismica: in muratura portante servono cordoli, architravi armati e, dove richiesto, una progettazione antisismica specifica; come tamponamento, vanno curati gli ancoraggi al telaio per evitare espulsioni.
In un monostrato massivo la temperatura scende dolcemente attraverso il blocco: il punto di rugiada cade nell’intonaco esterno, dove l’eventuale umidità asciuga verso fuori, mentre la massa mantiene calda la faccia interna. L’elevata inerzia e il forte sfasamento spostano il picco di calore estivo nelle ore notturne.
Sopra l’apertura l’architrave scarica i carichi sulle spalle; un elemento isolante ne taglia il ponte termico e l’isolante rientra in spalla, mantenendo continua la prestazione attorno al serramento.
Il cordolo in c.a., molto più conduttivo del blocco, è il ponte termico tipico della muratura: all’esterno si riveste con un blocco o una fascia isolante per ripristinare la continuità dell’involucro.
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