Memoria descrittiva

Il biocomposito in canapa e calce è il paradigma dell'architettura rigenerativa. Non si limita a non inquinare durante la produzione, ma sottrae attivamente l'anidride carbonica dall'atmosfera, immagazzinandola per secoli all'interno delle pareti degli edifici.

01Composizione e Pietrificazione

Il materiale si ottiene miscelando il canapulo (la frammentazione del nucleo legnoso della pianta di Cannabis sativa) con acqua e un legante a base di calce. Il canapulo è naturalmente ricco di silice amorfa, che reagisce chimicamente con la calce (reazione pozzolanica), pietrificando la fibra vegetale. Il risultato è una spugna minerale inattaccabile da funghi, insetti o roditori.

02Ruolo Strutturale e Igrometria

A differenza del calcestruzzo ordinario, il biocomposito in canapa non è portante (resistenza a compressione ~ 1 MPa). La sua vera forza risiede nell'igrometria dinamica: l'alta porosità immagazzina l'umidità in eccesso (evitando la condensa) e la rilascia quando l'aria diventa troppo secca, agendo come un condizionatore passivo.

Identità tecnica

Normative

Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.

UNI 11656CAM EdiliziaLEED (Carbon Sink)

Proprietà fisiche

Calore specifico (Cp)~ 1500 J/kgK (Alta inerzia)
Resist. Compressione0.5 - 1.2 MPa (Non Strutturale)
Tempi di asciugaturaLenti (Fino a 6-8 settimane)
Assorbimento acusticoEccellente (Struttura porosa)

Ambiente di utilizzo

I getti in opera richiedono tempi di essiccazione lunghi prima di poter applicare le finiture (intonaci a calce o terra cruda). In climi freddi o umidi, si preferisce l'uso di blocchi prefabbricati in canapa già stagionati in fabbrica.

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