La norma europea che fissa le regole comuni per le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) dei prodotti da costruzione: misurano, in modo verificato e confrontabile, gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita. È l'infrastruttura su cui poggiano l'LCA degli edifici, i CAM e la Tassonomia UE. Norma tecnica protetta: se ne descrive la logica, non si riproduce.
Si applica alla redazione delle EPD dei prodotti da costruzione e, indirettamente, alla valutazione ambientale degli edifici (EN 15978), ai Criteri Ambientali Minimi e ai criteri sul carbonio incorporato. È volontaria, ma di fatto richiesta dagli appalti verdi e dalle certificazioni.
Fissa le regole comuni europee per redigere le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) dei prodotti da costruzione. Un'EPD comunica, in modo verificato e standardizzato, il profilo ambientale di un prodotto lungo il suo ciclo di vita, sulla base di un'analisi LCA e di regole di categoria condivise, così che le dichiarazioni siano coerenti e confrontabili. La norma struttura gli impatti per fasi del ciclo di vita — dalla produzione al fine vita, più i benefici oltre il confine — e definisce gli indicatori ambientali, l'unità dichiarata e i confini del sistema.
Un'EPD (Environmental Product Declaration) è una dichiarazione ambientale di prodotto: un documento verificato che misura e comunica gli impatti ambientali di un prodotto lungo il suo ciclo di vita, secondo regole comuni. La UNI EN 15804 è la norma che fissa quelle regole per i prodotti da costruzione, così che l'EPD di un mattone e quella di un isolante 'parlino la stessa lingua'.
La norma organizza gli impatti secondo le fasi della vita del prodotto: produzione (estrazione e fabbricazione), trasporto e messa in opera, uso e manutenzione, fine vita (demolizione, recupero, smaltimento), più i benefici oltre il confine del sistema (ad esempio il riciclo). È la cornice — nota come moduli A–D — che permette di passare, sommando, dal prodotto all'intero edificio (con la EN 15978).
Per ogni fase la norma chiede di quantificare un insieme di indicatori ambientali — primo fra tutti il potenziale di riscaldamento globale (il carbonio incorporato) — riferiti a un'unità dichiarata (per esempio 1 m² di pannello). Solo a parità di regole di categoria, unità e confini i numeri di due EPD sono confrontabili.
L'errore più comune è confrontare due EPD fuori contesto. Sono confrontabili solo se basate sulla stessa regola di categoria, sulla stessa unità e sugli stessi confini, e idealmente a livello di edificio (EN 15978), dove conta la funzione reale. Allo stesso modo, fermarsi alla sola fase di produzione (il 'dalla culla al cancello') ignora uso e fine vita: il carbonio incorporato va letto su tutto il ciclo.
La UNI EN 15804 è l'infrastruttura che rende misurabile e comparabile la sostenibilità dei materiali: alimenta l'LCA degli edifici, i Criteri Ambientali Minimi, la Tassonomia UE e le certificazioni ambientali. Per un'architettura che dichiara sostenibilità, l'EPD è la prova: trasforma l'aggettivo 'ecologico' in un dato verificato da terzi.
Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto: un documento verificato che comunica gli impatti ambientali di un prodotto lungo il ciclo di vita, secondo le regole comuni della UNI EN 15804.
A dare regole comuni così che le EPD dei prodotti da costruzione siano coerenti e confrontabili; fornisce la 'regola di categoria' di base.
No: l'EPD dichiara gli impatti in modo trasparente, non li giudica. La valutazione nasce dal confronto corretto, a parità di funzione e di regole.
Solo se basate sulla stessa regola di categoria, unità dichiarata e confini del sistema, idealmente a livello di edificio. Fuori contesto il confronto è fuorviante.
L'EPD è la fonte dati: alimenta l'LCA dell'edificio, i Criteri Ambientali Minimi e i criteri della Tassonomia UE sul carbonio incorporato e l'economia circolare.