PolicarbonatoAlveolare
Pannello estruso in resina termoplastica ad altissima resistenza meccanica. La sua geniale architettura interna a multicamera (alveoli) intrappola l’aria, offrendo eccellenti prestazioni di isolamento termico con un peso di centinaia di volte inferiore a quello di un vetro equivalente, rendendolo l’icona delle coperture leggere industriali e sportive.
La tenacità del policarbonato è fino a 250 volte superiore a quella del vetro. In caso di impatto (es. grandine estrema), la pelle esterna assorbe l’energia flettendosi elasticamente sui setti diagonali, senza frantumarsi.
Quando il vetro diventa troppo pesante, costoso o fragile per essere installato a grandi altezze. Il policarbonato alveolare è il trionfo del design ingegneristico: estrudendo la plastica in una geometria a nido d’ape, si ottiene un pannello autoportante che è simultaneamente tetto, isolante e finestra.
I granuli di policarbonato (PC) vengono spinti attraverso una matrice che crea la lastra continua, formata da pareti orizzontali collegate da nervature verticali o diagonali (flutes). Il limite storico delle materie plastiche in architettura è la degradazione solare (foto-ossidazione). Il problema è risolto con la co-estrusione UV: un sottile strato di assorbitori ultravioletti viene fuso direttamente sulla faccia esterna del pannello. Questo scudo invisibile garantisce il mantenimento della trasparenza e dell’elasticità per oltre 10-15 anni garantiti.
L’aria secca è intrappolata all’interno delle celle (alveoli). Mentre i pannelli base hanno solo 2 pareti (Twin-wall), per le coperture moderne nZEB si utilizzano pannelli fino a 9 pareti con rinforzi a X (spessi 40-50 mm). Queste micro-camere multiple impediscono i moti convettivi dell’aria all’interno del pannello, permettendo di raggiungere valori di trasmittanza termica (Ug) paragonabili a un triplo vetrocamera, ma con un peso di appena 4 kg/m² contro i 60 kg/m² del vetro.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Il policarbonato ha un coefficiente di dilatazione termica 6 volte superiore al vetro. Una lastra di 6 metri può allungarsi di quasi 2 cm d’estate. I profili di contenimento in alluminio e le guarnizioni in EPDM devono essere calcolati per permettere lo scorrimento libero del pannello, altrimenti si imbarcherà rompendosi. Installare sempre la faccia co-estrusa UV verso l’esterno (indicata dal film protettivo).
Applicazioni documentate
TAV. DCoperture Industriali / Shed
Inserimento di fasce traslucide continue nei tetti dei capannoni industriali per garantire luce naturale zenitale diffusa.
Tunnel Curvi e Lucernari
Piegatura a freddo su centine metalliche per realizzare lunghi lucernari continui ad arco ribassato senza giunzioni intermedie.
Stadi e Arene Sportive
Coperture a sbalzo (cantilever) delle tribune: la leggerezza del policarbonato riduce drasticamente i costi della struttura in acciaio portante.
Facciate Continue (Sistemi ad Incastro)
Pannelli alveolari con giunti maschio/femmina “click” che si agganciano verticalmente creando pareti continue prive di telai in alluminio a vista.
Rapporto Peso / Isolamento Termico (Massa Areica per ottenere U = 1.2 W/m²K)
TAV. ESostituire una grande copertura in vetro (che peserebbe tonnellate e richiederebbe gigantesche putrelle d’acciaio) con lastre in policarbonato, permette di smaterializzare l’ingegneria del tetto, utilizzando tralicci sottilissimi e riducendo il carico sismico dell’intero edificio.
Sistemi che lo impiegano
TAV. SDocumenti operativi da questa scheda
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