Memoria descrittiva

L'epossidica decorativa trasforma il pavimento in una tela fluida. Nata in ambito industriale per la sua indistruttibilità, è diventata protagonista dell'interior design grazie alla sua capacità di inglobare pigmenti, polveri metalliche e oggetti, creando pavimentazioni continue dall'estetica liquida e monolitica.

01Chimica Bicomponente e Autolivellamento

La resina epossidica è formulata miscelando due componenti a freddo: la resina base (Parte A) e l'indurente (Parte B). La reazione esotermica trasforma il liquido in un polimero solido termoindurente con un tempo di lavorabilità (pot-life) di circa 30-40 minuti. A differenza del microcemento, l'epossidica viene colata con una racla dentata e si autolivella per gravità, creando superfici perfettamente speculari, lisce e prive della firma artigianale tipica delle finiture a spatola.

02Il Limite degli UV e i Giunti Strutturali

Essendo un polimero rigido ad altissima coesione, la resina epossidica non sopporta i movimenti strutturali del sottofondo. Inoltre, le resine epossidiche tendono a ingiallire (viraggio cromatico) sotto i raggi UV. Per questo motivo, nei progetti architettonici a vista, si stende sempre un top-coat in resina poliuretanica alifatica, totalmente immune all'ingiallimento e più resistente al micro-graffio superficiale.

Identità tecnica

Normative

Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.

EN 13813 (Tipo SR)ISO 16000 (VOC indoor)CE Marking

Proprietà fisiche

Resistenza a flessione> 20 MPa
Allungamento a rottura< 5% (sistema rigido)
Resistenza chimica (acidi e oli)Eccellente
Reazione al fuocoBfl-s1 (se caricata con ATH)

Ambiente di utilizzo

La resina epossidica crea una barriera assoluta al vapore. Se il massetto non è perfettamente asciutto (umidità residua < 3%), la spinta osmotica provoca bolle e distacchi (blistering). Verificare sempre l'umidità del supporto prima della posa.

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