L'epossidica decorativa trasforma il pavimento in una tela fluida. Nata in ambito industriale per la sua indistruttibilita', e' diventata protagonista dell'interior design grazie alla sua capacita' di inglobare pigmenti, polveri metalliche e oggetti, creando pavimentazioni continue dall'estetica liquida e monolitica.
La resina epossidica e' formulata miscelando due componenti a freddo: la resina base (Parte A) e l'indurente (Parte B). La reazione esotermica trasforma il liquido in un polimero solido termoindurente con un tempo di lavorabilita' (pot-life) di circa 30-40 minuti. A differenza del microcemento, l'epossidica viene colata con una racla dentata e si autolivella per gravita', creando superfici perfettamente speculari, lisce e prive della firma artigianale tipica delle finiture a spatola.
Essendo un polimero rigido ad altissima coesione, la resina epossidica non sopporta i movimenti strutturali del sottofondo. Inoltre, le resine epossidiche tendono a ingiallire (viraggio cromatico) sotto i raggi UV. Per questo motivo, nei progetti architettonici a vista, si stende sempre un top-coat in resina poliuretanica alifatica, totalmente immune all'ingiallimento e piu' resistente al micro-graffio superficiale.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
La resina epossidica crea una barriera assoluta al vapore. Se il massetto non e' perfettamente asciutto (umidita' residua < 3%), la spinta osmotica provoca bolle e distacchi (blistering). Verificare sempre l'umidita' del supporto prima della posa.