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Scheda tecnica
A.01A.02
SistemaS-22

Pavimento industriale in calcestruzzo al quarzo

Pavimentazione continua, senza fughe, costituita da una piastra di calcestruzzo gettata sul terreno (o su solaio) e indurita in superficie con uno spolvero di quarzo. Pensata per resistere al traffico pesante di carrelli e muletti, all'abrasione e ai carichi concentrati delle scaffalature, unisce in un solo getto struttura e finitura. La rete o le fibre controllano la fessurazione da ritiro, mentre i giunti, tagliati a regola d'arte, governano i movimenti della grande superficie.

PavimentazionePavimento continuo su platea/massetto
B.01
Stratigrafia di sistema6 strati
muletto1. Quarzo (usura)2. Lastra FRC3. Giunto di controllo4. Rete / fibre5. Barriera vapore6. Isolante XPS7. Vespaio

Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).

Pavimento continuo su platea/massetto
Spessore della lastra
12-25cm
Strato d'usura (quarzo)
2-3mm
Classe del calcestruzzo
C25/30 - C32/40
Maglia dei giunti di controllo
4-6m
Planarità (su 2 m)
≤ 3-5mm
Portata d'esercizio
30-80kN/m2
Memoria descrittiva

Pavimentazione continua, senza fughe, costituita da una piastra di calcestruzzo gettata sul terreno (o su solaio) e indurita in superficie con uno spolvero di quarzo. Pensata per resistere al traffico pesante di carrelli e muletti, all'abrasione e ai carichi concentrati delle scaffalature, unisce in un solo getto struttura e finitura. La rete o le fibre controllano la fessurazione da ritiro, mentre i giunti, tagliati a regola d'arte, governano i movimenti della grande superficie.

Il pavimento industriale è una lastra di calcestruzzo di grande estensione che fa, allo stesso tempo, da struttura di appoggio e da superficie d'uso. Si getta su un piano preparato — vespaio, isolante, barriera al vapore e, di norma, una platea o un massetto armato — e si finisce in superficie mentre il calcestruzzo è ancora fresco. Il risultato è un piano continuo, planare e resistente, capace di sopportare per anni carrelli, muletti e magazzini automatici.

Lo spolvero di quarzo: una pelle che resiste

Sul calcestruzzo fresco, durante la frattazzatura, si distribuisce uno spolvero di quarzo (o corindone) miscelato a cemento: incorporato con le lisciatrici meccaniche, forma uno strato superficiale durissimo, denso e poco poroso, intimamente legato alla piastra. È questa «pelle» indurita a resistere all'abrasione delle ruote, agli urti e alla formazione di polvere, là dove il solo calcestruzzo si sgretolerebbe. Una stagionatura curata evita che la superficie perda acqua troppo in fretta e si fessuri.

Controllo della fessurazione: rete, fibre e giunti

Il calcestruzzo ritira asciugando e si fessura se gli si impedisce di muoversi. Per governarlo si arma la piastra con rete elettrosaldata o fibre (d'acciaio o polimeriche) che cuciono le microfessure, e si tagliano giunti di controllo entro poche ore dal getto: incidendo la superficie si «predispone» dove la lastra fesserà, in linee rette e nascoste, invece che a caso. I giunti dividono la grande superficie in campi regolari e ne assorbono i movimenti.

Piano di posa e prestazioni d'uso

La prestazione dipende tanto dalla lastra quanto da ciò che ha sotto: un piano di posa ben costipato e uniforme evita cedimenti differenziali e «imbarcamenti» dei bordi (curling). La planarità si verifica con tolleranze severe quando ci sono scaffalature alte o veicoli a guida automatica. Dove servono resistenza chimica o massima pulibilità — industria alimentare, farmaceutica — al posto dello spolvero, o sopra di esso, si applica un rivestimento in resina.

Architettura dei sistemi

Perché funziona

Ritiro governato · giunti di controllo
SENZA giuntifessure casualiCON giunti di controllotaglio = piano debole: la fessura si nasconde sotto il giuntorete e fibre tengono strette le fessure

Asciugando, il calcestruzzo si ritira: se non può muoversi, si fessura dove capita. Invece di combatterlo, lo si guida. Tagliando la superficie a intervalli regolari si crea un piano indebolito: la lastra, dovendo pur fessurare, lo fa proprio lì sotto, in una linea retta e nascosta nel taglio, mentre rete e fibre cuciono le microfessure e le tengono strette. La grande superficie resta così divisa in campi che si muovono senza danni.

Resistenza superficiale all’abrasione

Confronto · isolanti
Calcestruzzo nudo
bassa
Rivestimento in resina
chimica
Spolvero al quarzo
alta
Spolvero al corindone
altissima

Barra più lunga = superficie più dura e durevole. Lo spolvero di quarzo è il miglior rapporto qualità/prezzo per l’industria comune; il corindone per il traffico più gravoso, la resina dove contano chimica o igiene.

Dettagli nodali

Nodi critici · sezioni
123456
D.01
Giunti di controllo e di costruzione

Il giunto di controllo è un taglio profondo circa un terzo dello spessore: indebolisce la sezione così la fessura da ritiro si forma dritta sotto di esso, poi si sigilla. Ai giunti di costruzione i barrotti ingrassati trasferiscono il carico lasciando muovere le lastre.

  1. Lastra in calcestruzzo
  2. Giunto di controllo (taglio ~1/3)
  3. Sigillatura del giunto
  4. Fessura indotta sotto il taglio
  5. Giunto di costruzione
  6. Barrotto di trasferimento (ingrassato un lato)
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D.02
Giunto perimetrale e bordo

Lungo pareti e pilastri una striscia comprimibile stacca la lastra, così può ritirarsi e muoversi senza vincoli (e senza fessurare ai bordi). Sotto, la barriera al vapore risvoltata e l’isolante completano il pacchetto.

  1. Parete
  2. Striscia perimetrale comprimibile
  3. Strato d’usura al quarzo
  4. Lastra in calcestruzzo
  5. Barriera al vapore risvoltata
  6. Isolante XPS + vespaio

Controlli di posa

Capitolato · checklist

01 · Piano di posa e stratigrafia

Sottofondo costipato e in piano
Isolante e barriera al vapore
Portanza verificata

02 · Armatura e giunti

Rete / fibre di progetto
Barrotti ai giunti di costruzione
Maglia dei giunti tracciata

03 · Getto e staggiatura

Classe e consistenza del calcestruzzo
Staggiatura laser a quota
Niente lavoro sull’acqua di bleeding

04 · Spolvero e finitura

Quarzo steso al giusto grado di presa
Frattazzatura ed elicotteratura
Chiusura finale della superficie

05 · Giunti, stagionatura e collaudo

Taglio precoce dei giunti di controllo
Stagionatura (curing / umida)
Controllo di planarità e durezza superficiale

Patologie ricorrenti

Diagnostica · cantiere
Meccanica
Fessurazione da ritiro fuori dai giunti
CausaGiunti tagliati troppo tardi o troppo radi, o impasto troppo bagnato e mal stagionato: la lastra fessura dove vuole, in linee casuali nel campo invece che sui giunti.
PrevenzioneTaglio precoce, maglia dei giunti di progetto, acqua e stagionatura controllate, rete e fibre.
Meccanica
Imbarcamento dei bordi ai giunti (curling)
CausaLa parte alta asciuga e ritira più del fondo: i bordi della lastra si sollevano («imbarcano») ai giunti, poi si rompono sotto le ruote che martellano il bordo rialzato.
PrevenzioneStagionatura uniforme, barrotti ai giunti, impasto equilibrato, talora giunti sigillati con resina semirigida.
Adesione
Distacco dello strato di quarzo (delaminazione)
CausaSpolvero steso nel momento sbagliato, sovralavorato o sopra l’acqua di bleeding, non aderisce alla lastra: la pelle indurita si distacca a scaglie sotto il traffico.
PrevenzioneSpolvero al giusto grado di presa, niente lavorazione sull’acqua di bleeding, dosaggio e frattazzatura a regola, stagionatura.
Meccanica
Cedimenti differenziali del sottofondo
CausaUn piano di posa mal costipato o disomogeneo cede in modo irregolare sotto carico: la lastra, priva di appoggio a tratti, fessura e fa gradino ai giunti.
PrevenzioneSottofondo costipato e in piano, portanza verificata, spessore e armatura della lastra adeguati ai carichi.

Materiali componenti

La rete · materiali
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