Eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
Abstract
TAV. 00Regolamento che estende l'eliminazione delle barriere architettoniche agli edifici, agli spazi e ai servizi pubblici. È la controparte del D.M. 236/1989 per il mondo pubblico: per i parametri dimensionali interni rinvia a quel decreto e aggiunge prescrizioni proprie per lo spazio urbano — percorsi pedonali, attraversamenti, parcheggi, segnaletica e arredo urbano.
Campo di applicazione
TAV. 01Si applica agli edifici, agli spazi e ai servizi pubblici e a quelli di pubblico interesse, sia nuovi sia esistenti (con adeguamento programmato). Per i parametri dimensionali interni rinvia al D.M. 236/1989; per gli edifici privati vale direttamente quest'ultimo. L'intero impianto è richiamato dal Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001).
Approfondimento
TAV. AIl versante pubblico dell'accessibilità
Il D.P.R. 503/1996 è la controparte del D.M. 236/1989 per il mondo pubblico: si applica agli edifici, agli spazi e ai servizi pubblici e di pubblico interesse, mentre il 236 governa gli edifici privati. I due provvedimenti condividono l'impianto: per i parametri dimensionali interni — porte, rampe, servizi igienici, spazi di manovra — il 503 rinvia espressamente al D.M. 236/1989, estendendone la logica al di fuori della soglia di casa.
Dallo spazio costruito allo spazio urbano
Il decreto porta l'accessibilità fuori dall'edificio: percorsi pedonali, attraversamenti, parcheggi, segnaletica e arredo urbano diventano oggetto di prescrizione. L'obiettivo è una catena di spostamento continua e senza interruzioni, dalla fermata del trasporto pubblico fino allo sportello del servizio.
| Ambito | In sintesi |
|---|---|
| Percorsi pedonali | larghezza utile, pendenze contenute, raccordi ai dislivelli |
| Attraversamenti | scivoli ai marciapiedi, segnali percepibili, isole salvagente fruibili |
| Parcheggi pubblici | posti riservati più ampi, in quota sui posti totali |
| Segnaletica e arredo | informazione percepibile anche da non vedenti e ipovedenti |
| Servizi e sportelli | accostamento e fruizione in autonomia |
Edifici pubblici esistenti: i PEBA
Sul patrimonio pubblico esistente l'adeguamento non è sempre immediato: la legge prevede i PEBA, i Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, con cui ogni amministrazione programma nel tempo gli interventi. Dove l'adeguamento puntuale è tecnicamente impossibile sono ammesse soluzioni alternative, purché garantiscano un livello di fruibilità equivalente.
- 01Livello richiestoIndividua il livello di accessibilità richiesto dalla destinazione del servizio.
- 02Percorsi e accessiVerifica i percorsi esterni e gli accessi: parcheggio riservato, raccordi, ingresso in piano.
- 03Spazi e serviziVerifica spazi interni, servizi igienici e sportelli secondo i parametri del D.M. 236/1989.
- 04Programmazione (PEBA)Se l'adeguamento è differito, inserisci l'intervento nel PEBA con priorità e tempi.
La cornice internazionale: verso la progettazione universale
La direzione, in Italia come all'estero, supera la sola eliminazione delle barriere a favore della progettazione universale (Universal Design): ambienti pensati fin dall'origine per il più ampio ventaglio di persone. A livello tecnico la materia è oggi trattata anche dalla norma europea EN 17210 sull'accessibilità e fruibilità dell'ambiente costruito — norma tecnica, qui solo richiamata — che fornisce un quadro di requisiti funzionali condiviso in Europa.
Punti chiave
TAV. K- Controparte del D.M. 236/1989 per edifici, spazi e servizi pubblici.
- Per i parametri interni rinvia al D.M. 236/1989; aggiunge lo spazio urbano: percorsi, attraversamenti, parcheggi, segnaletica.
- Parcheggi pubblici: posti riservati più ampi, in quota sui posti totali.
- Edifici pubblici esistenti: adeguamento programmato con i PEBA e deroghe motivate.
- Si inquadra in L. 104/1992 e nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD).
Domande frequenti
TAV. QQual è la differenza tra D.M. 236/1989 e D.P.R. 503/1996?
Il D.M. 236/1989 disciplina gli edifici privati; il D.P.R. 503/1996 gli edifici, gli spazi e i servizi pubblici. Per i parametri tecnici interni il 503 rinvia al 236: cambia l'ambito di applicazione, non il metro.
Il 503 introduce parametri dimensionali diversi?
Per gli spazi interni no: richiama quelli del D.M. 236/1989. Introduce invece prescrizioni proprie per lo spazio urbano — percorsi pedonali, attraversamenti, parcheggi, segnaletica — che l'edificio privato non ha.
Quanti posti auto riservati servono in un parcheggio pubblico?
Il decreto prescrive una quota di posti riservati, comunemente individuata in almeno uno ogni 50 (o frazione di 50); il posto è più largo dello standard per consentire il trasferimento laterale dalla sedia a ruote. La disciplina regionale o comunale può essere più restrittiva: va sempre verificata.
Cosa sono i PEBA?
Sono i Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche: lo strumento con cui le amministrazioni programmano nel tempo l'adeguamento di edifici e spazi pubblici esistenti, con priorità, tempi e risorse.
Si applica anche ai locali privati aperti al pubblico?
Gli edifici e gli spazi pubblici ricadono nel 503; i locali privati aperti al pubblico seguono il D.M. 236/1989 con il livello richiesto dalla destinazione (spesso accessibilità o visitabilità). I due regimi si coordinano sullo stesso metro tecnico.
Come si collega alla Convenzione ONU sulla disabilità?
La Convenzione ONU (CRPD, 2006; in Italia L. 18/2009) riconosce l'accessibilità come precondizione dei diritti (art. 9). Il D.P.R. 503/1996 è uno degli strumenti attuativi interni di quel principio per lo spazio pubblico.
Glossario
TAV. G- PEBA
- Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche: strumento con cui Comuni ed enti pubblici programmano nel tempo l'adeguamento di edifici e spazi pubblici esistenti.
- Percorso tattile-plantare
- Guida a terra a rilievo che consente alle persone non vedenti e ipovedenti di orientarsi e muoversi in sicurezza nello spazio pubblico.
- Scivolo (raccordo)
- Raccordo inclinato che elimina il dislivello tra marciapiede e carreggiata, o tra quote diverse, rendendo continuo il percorso.
- Servizio di pubblico interesse
- Attività o struttura, anche privata, destinata a un'utenza indifferenziata e perciò soggetta alle regole di accessibilità pubblica.
- Progettazione universale
- Universal Design: approccio che progetta ambienti e prodotti utilizzabili dal più ampio numero di persone senza bisogno di adattamenti.
- CRPD
- Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (2006), ratificata dall'Italia con L. 18/2009; l'art. 9 sancisce il diritto all'accessibilità.