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PRC.10 · Processo Costruttivo

Facciata Continua a Montanti e Traversi

La facciata continua non appoggia sull'edificio: gli è appesa. Tutto il suo funzionamento sta in due idee che non si vedono — una sola staffa portante per montante, e un giunto che drena invece di sigillare.

Interasse montanti
1,20–1,50 m
Peso dell'involucro
45–70 kg/m²
Principio di tenuta
giunto drenato in equipressione
Resa di montaggio
20–40 m²/giorno a squadra

Panoramica

TAV. 00

Montanti verticali appesi al bordo dei solai, traversi orizzontali a formare le maglie, vetri e pannelli inseriti dall'esterno e serrati da pressori: è il sistema «stick», montato pezzo per pezzo in quota. Costa meno della facciata a cellule e si piega a geometrie irregolari, ma sposta tutta la qualità sulla mano d'opera, perché ogni giunto si fa in cantiere. La cosa più contro-intuitiva è la tenuta all'acqua: non si ottiene sigillando l'esterno, ma lasciando che un po' d'acqua entri in una camera messa alla stessa pressione del vento, dove non ha più motivo di risalire, e da lì esce per gravità. Il vetro, dal canto suo, non tocca mai il metallo: galleggia su tasselli dentro la sua sede, con un gioco perimetrale che è la sua unica difesa contro la dilatazione e l'assestamento della struttura.

La partitura di posa

TAV. H
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
24–48 orereticolazione dei sigillanti prima della prova d'acqua: bagnare un silicone fresco non collauda nulla

clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora

NON IN SCALA1 strato su 5 in operaMontanti verticali su staffe

Il dettaglio del gestola staffa portante e quella di ritegno

SOLAIOPORTANTEregge il pesoRITEGNOasola, scorreMONTANTE
01Giorni 1–3

Le staffe e i montanti

Fissaggio delle staffe regolabili al bordo del solaio e messa in opera dei montanti verticali, con giunto di dilatazione a ogni piano.

Perché si fa cosìOgni montante deve essere tenuto da una sola staffa portante: quella regge il peso. Le altre sono staffe di ritegno, con asole che lasciano scorrere il profilo. L'alluminio si allunga circa 0,024 mm per metro per ogni grado: su un montante di dodici metri, fra una notte d'inverno e un pomeriggio di luglio, sono quasi due centimetri di corsa. Se li blocchi, quella corsa diventa una spinta che imbarca il profilo o strappa i tasselli. Il giunto a manicotto fra montante e montante serve esattamente a questo: non è un difetto di montaggio, è la cerniera termica della facciata.
1,20–1,50 m · interasse dei montanti± 25 mm · corsa di regolazione della staffa0,024 mm/m°C · dilatazione dell'alluminio
In manostazione totale o livello laserchiave dinamometricatrapano a percussione e aspiratore
montaggio sospeso oltre la soglia di vento del piano di sicurezza
L’errore che costa caroDue staffe portanti sullo stesso montante, o l'asola di ritegno serrata a fondo: il profilo non può dilatare e a fine estate si imbarca visibilmente, con i vetri che iniziano a fischiare.
Controllo DLUna sola staffa portante per montante; tipo, profondità e coppia dei tasselli come da calcolo; asole di ritegno libere; verticalità e allineamento su filo laser; distanza dal bordo del solaio rispettata.
Il montante deve poter respirare: una staffa lo tiene, le altre lo guidano. Se le blocchi tutte, a luglio te ne accorgi.taccuino di cantiere — sintesi redazionale

Il principio che ribalta l'intuito

Perché una facciata drena invece di sigillare

TAV. G1

L'istinto dice: chiudi tutto. La fisica dice il contrario. L'acqua entra in un giunto solo se c'è qualcosa che la spinge — capillarità, gravità, e soprattutto una differenza di pressione fra fuori e dentro. Togli la differenza di pressione e togli la spinta: il giunto drenato in equipressione fa esattamente questo, e affida la tenuta vera a una guarnizione al riparo dalla pioggia.

A · GIUNTO SIGILLATOB · GIUNTO DRENATO IN EQUIPRESSIONEPIOGGIA + ΔPUNA CRICCA BASTAUNA SOLA BARRIERA: SE CEDE, CEDE TUTTO1 · FRENA LA PIOGGIA2 · CAMERA: ΔP = 03 · TENUTA ALL'ARIAL'ACQUA CHE ENTRA NON RISALE: SCENDE E SE NE VA

Schema di principio. Vale per la facciata continua come per il serramento e la facciata ventilata: dove c'è un giunto esposto, la strategia corretta è quasi sempre drenare, non chiudere.

La regola dei millimetri

Quanto si muove davvero una facciata di vetro

TAV. G2

Fra la notte di gennaio e il pomeriggio di luglio un montante di alluminio scuro può passare da −5 a +70 °C. Su dodici metri sono quasi due centimetri di allungamento. Il solaio, dal canto suo, si abbassa nel tempo per viscosità del calcestruzzo. Il gioco perimetrale del vetro e il giunto di dilatazione del montante servono ad assorbire questi due movimenti indipendenti: sono spazi vuoti, e vanno difesi da chi li vuole riempire.

GIUNTO A MANICOTTOlascia scorrere il profiloALLUNGAMENTO DI UN MONTANTE DI 12 m−5 °C · inverno, notte+70 °C · profilo scuro al sole≈ 22 mm di corsaIL VUOTO È UN COMPONENTE: SE LO RIEMPI, QUALCOSA SI ROMPE ALTROVE

Valori d'ordine di grandezza, calcolati con il coefficiente di dilatazione dell'alluminio (circa 0,024 mm/m°C). Il progetto esecutivo definisce i giochi reali in funzione di altezza, colore e zona sismica.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
MONTANTE IMBARCATODue staffe portanti o asole serrate (fase 01): l'alluminio non può dilatare e a fine estate il profilo si curva, i vetri si mettono in tensione e il giunto fischia con il vento.
DRENAGGIO OTTURATOFori chiusi da silicone o da trucioli di foratura (fasi 02 e 05): la camera del traverso diventa un serbatoio e l'acqua trova la via dell'interno al primo temporale con vento.
ROTTURA DA BORDOVetro senza tasselli o a contatto del metallo (fase 03): la tensione si concentra sul bordo e la lastra si fessura mesi dopo, spesso di notte, apparentemente senza causa.
CONDENSA IN CAMERASigillante di bordo della vetrocamera degradato da acqua stagnante nella sede: il gas esce, l'umidità entra e il vetro si appanna internamente in modo irreversibile.
FASCIA OPACA FREDDASpandrel non coibentato in corrispondenza del bordo solaio: ponte termico lineare continuo, condensa sul controsoffitto e muffa che ricompare ogni inverno alla stessa quota.

Domande da cantiere

TAV. Q
Meglio a montanti e traversi o a cellule?

Dipende da quanto si ripete la facciata. Le cellule si costruiscono in officina, arrivano finite e si montano in giornata: qualità costante, cantiere brevissimo, costo maggiore e nessuna tolleranza per l'improvvisazione. Il sistema a montanti e traversi costa meno, accetta geometrie che non si ripetono e permette di correggere in quota, ma la sua qualità è quella della squadra che lo monta. Sotto i tre-quattro piani e con facciate irregolari lo stick vince quasi sempre; sopra i dieci piani ripetitivi, quasi mai.

Perché il committente vede acqua nella sede del vetro e non è un difetto?

Perché il sistema è progettato così. La sede del vetro non è un ambiente asciutto: è la parte esterna della doppia barriera, e un velo d'acqua che scende verso i drenaggi è il funzionamento normale. Il difetto è l'acqua che si ferma, non quella che passa. Vale la pena spiegarlo prima della consegna, con il dettaglio in mano: è una delle contestazioni più frequenti e più facili da evitare.

Il ponte termico del bordo solaio si risolve davvero?

In gran parte sì, ed è il vantaggio meno raccontato della facciata continua: il pacchetto passa davanti al solaio invece di essere interrotto da esso. Resta però il punto della staffa, che è un pezzo di acciaio che attraversa l'isolante: si mitiga con distanziali termoisolanti sotto la piastra e limitando il numero di ancoraggi al necessario, non azzerando le staffe.

Quanto dura, e cosa va manutenuto?

L'alluminio anodizzato o verniciato a polvere supera tranquillamente i quarant'anni. A scadere prima sono due cose: le guarnizioni, che indurendo perdono elasticità in venti-venticinque anni, e il sigillante di bordo delle vetrocamere, la cui vita dipende soprattutto da quanto è stato tenuto asciutto. La manutenzione vera è banale e quasi sempre saltata: controllare che i drenaggi siano liberi, una volta l'anno.

Materiali coinvolti

TAV. M
MAT.06/29A
Lega architettonica
Alluminio Estruso
MAT.45/68V
Vetro Isolante
Vetrocamera
MAT.46/69T
Vetro Isolante Passivhaus
Triplo Vetro Basso-Emissivo
MAT.47/70V
Vetro Strutturale
Vetro Strutturale (VSG)
MAT.63/86V
Vetro di Sicurezza
Vetro Temperato

Stratigrafia

TAV. S
↑ EsternoInterno ↓
Coprigiunto in alluminio
Chiude il pressore e dà la linea del disegno
Pressore e guarnizioni
Serra il vetro e chiude la camera in equipressione
Vetrocamera o pannello opaco
Il tamponamento vero: vetro isolante o fascia coibentata
Traversi orizzontali in alluminio
Reggono il peso del vetro e fanno da grondaia
Montanti verticali su staffe
L'ossatura appesa al bordo del solaio

Vantaggi

TAV. V
  • Il peso scarica solo sul bordo del solaio: nessun carico sulle murature
  • Il pacchetto passa davanti al solaio, che smette di essere un ponte termico continuo
  • Geometrie irregolari e quote non ripetitive senza stampi né prefabbricazione
  • Manutenzione per parti: un vetro si cambia smontando solo il suo pressore
  • A parità di superficie è la facciata vetrata più economica rispetto alle cellule