Facciata Continua a Montanti e Traversi
La facciata continua non appoggia sull'edificio: gli è appesa. Tutto il suo funzionamento sta in due idee che non si vedono — una sola staffa portante per montante, e un giunto che drena invece di sigillare.
Panoramica
TAV. 00Montanti verticali appesi al bordo dei solai, traversi orizzontali a formare le maglie, vetri e pannelli inseriti dall'esterno e serrati da pressori: è il sistema «stick», montato pezzo per pezzo in quota. Costa meno della facciata a cellule e si piega a geometrie irregolari, ma sposta tutta la qualità sulla mano d'opera, perché ogni giunto si fa in cantiere. La cosa più contro-intuitiva è la tenuta all'acqua: non si ottiene sigillando l'esterno, ma lasciando che un po' d'acqua entri in una camera messa alla stessa pressione del vento, dove non ha più motivo di risalire, e da lì esce per gravità. Il vetro, dal canto suo, non tocca mai il metallo: galleggia su tasselli dentro la sua sede, con un gioco perimetrale che è la sua unica difesa contro la dilatazione e l'assestamento della struttura.
La partitura di posa
TAV. HIl dettaglio del gestola staffa portante e quella di ritegno
Le staffe e i montanti
Fissaggio delle staffe regolabili al bordo del solaio e messa in opera dei montanti verticali, con giunto di dilatazione a ogni piano.
Il montante deve poter respirare: una staffa lo tiene, le altre lo guidano. Se le blocchi tutte, a luglio te ne accorgi.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
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Il principio che ribalta l'intuito
Perché una facciata drena invece di sigillare
L'istinto dice: chiudi tutto. La fisica dice il contrario. L'acqua entra in un giunto solo se c'è qualcosa che la spinge — capillarità, gravità, e soprattutto una differenza di pressione fra fuori e dentro. Togli la differenza di pressione e togli la spinta: il giunto drenato in equipressione fa esattamente questo, e affida la tenuta vera a una guarnizione al riparo dalla pioggia.
Schema di principio. Vale per la facciata continua come per il serramento e la facciata ventilata: dove c'è un giunto esposto, la strategia corretta è quasi sempre drenare, non chiudere.
La regola dei millimetri
Quanto si muove davvero una facciata di vetro
Fra la notte di gennaio e il pomeriggio di luglio un montante di alluminio scuro può passare da −5 a +70 °C. Su dodici metri sono quasi due centimetri di allungamento. Il solaio, dal canto suo, si abbassa nel tempo per viscosità del calcestruzzo. Il gioco perimetrale del vetro e il giunto di dilatazione del montante servono ad assorbire questi due movimenti indipendenti: sono spazi vuoti, e vanno difesi da chi li vuole riempire.
Valori d'ordine di grandezza, calcolati con il coefficiente di dilatazione dell'alluminio (circa 0,024 mm/m°C). Il progetto esecutivo definisce i giochi reali in funzione di altezza, colore e zona sismica.
Come invecchia (e cosa lo tradisce)
TAV. PDomande da cantiere
TAV. QMeglio a montanti e traversi o a cellule?
Dipende da quanto si ripete la facciata. Le cellule si costruiscono in officina, arrivano finite e si montano in giornata: qualità costante, cantiere brevissimo, costo maggiore e nessuna tolleranza per l'improvvisazione. Il sistema a montanti e traversi costa meno, accetta geometrie che non si ripetono e permette di correggere in quota, ma la sua qualità è quella della squadra che lo monta. Sotto i tre-quattro piani e con facciate irregolari lo stick vince quasi sempre; sopra i dieci piani ripetitivi, quasi mai.
Perché il committente vede acqua nella sede del vetro e non è un difetto?
Perché il sistema è progettato così. La sede del vetro non è un ambiente asciutto: è la parte esterna della doppia barriera, e un velo d'acqua che scende verso i drenaggi è il funzionamento normale. Il difetto è l'acqua che si ferma, non quella che passa. Vale la pena spiegarlo prima della consegna, con il dettaglio in mano: è una delle contestazioni più frequenti e più facili da evitare.
Il ponte termico del bordo solaio si risolve davvero?
In gran parte sì, ed è il vantaggio meno raccontato della facciata continua: il pacchetto passa davanti al solaio invece di essere interrotto da esso. Resta però il punto della staffa, che è un pezzo di acciaio che attraversa l'isolante: si mitiga con distanziali termoisolanti sotto la piastra e limitando il numero di ancoraggi al necessario, non azzerando le staffe.
Quanto dura, e cosa va manutenuto?
L'alluminio anodizzato o verniciato a polvere supera tranquillamente i quarant'anni. A scadere prima sono due cose: le guarnizioni, che indurendo perdono elasticità in venti-venticinque anni, e il sigillante di bordo delle vetrocamere, la cui vita dipende soprattutto da quanto è stato tenuto asciutto. La manutenzione vera è banale e quasi sempre saltata: controllare che i drenaggi siano liberi, una volta l'anno.