La norma che classifica la qualità acustica di un'unità immobiliare in quattro classi (da I a IV), combinando isolamento tra unità, di facciata, da calpestio e dagli impianti. È volontaria e si aggiunge ai requisiti minimi cogenti del D.P.C.M. 5/12/1997, certificando una qualità graduata, verificata in opera. Norma tecnica protetta: se ne descrive la logica.
Si applica alla classificazione acustica volontaria delle unità immobiliari residenziali e assimilabili. Si legge insieme al D.P.C.M. 5/12/1997 (requisiti minimi cogenti) e alla L. 447/1995 (cornice): la classe è una qualità aggiuntiva, verificata con misure in opera.
Definisce un metodo per classificare la qualità acustica di un'unità immobiliare in quattro classi (dalla I, migliore, alla IV), sulla base di alcuni descrittori misurati o calcolati — isolamento ai rumori aerei tra unità, isolamento di facciata, rumore da calpestio, rumore degli impianti — combinati in una classe complessiva. È volontaria e si aggiunge ai requisiti minimi di legge: certifica una qualità graduata, non solo la conformità.
Come per l'energia, anche per il rumore esiste una classe. La UNI 11367 definisce la classe acustica di un'unità immobiliare, da I (migliore) a IV, valutando quanto bene l'alloggio è protetto dai suoni. È uno strumento volontario, ma sempre più richiesto dal mercato: trasforma il comfort acustico, di solito invisibile, in un'etichetta.
La classe nasce dalla combinazione di alcuni aspetti dell'isolamento acustico: tra unità diverse (rumori aerei), dall'esterno (facciata), dai passi e dagli urti (calpestio) e dagli impianti (a funzionamento continuo o discontinuo). Nessuno prevale: una buona facciata non compensa un solaio rumoroso.
Qui sta il punto da non confondere. Il D.P.C.M. 5/12/1997 fissa i requisiti acustici minimi cogenti: il pavimento sotto cui non si può scendere. La UNI 11367 è volontaria e classifica la qualità al di sopra di quel minimo. Un alloggio può essere a norma di legge ma collocarsi in una classe modesta: 'conforme' e 'classe I' non sono sinonimi.
La classe non si certifica solo sulla carta: si verifica con misure sull'edificio finito. È il momento della verità, perché tra il progetto acustico e il cantiere si nasconde la posa: un dettaglio eseguito male — un giunto, un attraversamento di impianto — può far scendere di classe. La qualità acustica è, più di altre, una questione di esecuzione.
La UNI 11367 dà un linguaggio al comfort acustico: lo rende dichiarabile, confrontabile, vendibile. Per un'architettura premium è la prova che il silenzio non è stato lasciato al caso ma progettato e misurato — un valore che si percepisce ogni giorno e che il mercato inizia a premiare.
Un giudizio di qualità acustica (da I, migliore, a IV) definito dalla UNI 11367, che combina isolamento tra unità, di facciata, da calpestio e dagli impianti.
No, è volontaria; obbligatori sono i requisiti acustici minimi del D.P.C.M. 5/12/1997. La classe certifica una qualità superiore, graduata.
Non necessariamente: la conformità ai minimi di legge non coincide con la classe migliore. Si può essere conformi e in una classe intermedia.
Combinando i descrittori acustici dell'unità, verificati con misure in opera sull'edificio finito.
Perché un dettaglio eseguito male (un giunto, un passaggio di impianto) può abbassare la classe: l'acustica dipende molto dall'esecuzione.