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PRC.53 · Processo Costruttivo

Condotte Fognarie Resistenti all'Attacco Chimico

In una condotta fognaria il calcestruzzo non si consuma dove scorre il liquame: si consuma sopra, nella volta, dove il liquido non arriva mai. A mangiarlo è un gas — l'idrogeno solforato — che alcuni batteri trasformano in acido solforico proprio sulla superficie umida che nessun flusso dilava. Progettare una fognaria durevole significa quindi occuparsi prima dell'idraulica e solo dopo del materiale.

Zona di attacco
la volta e le pareti sopra il pelo libero, non il fondo
Agente aggressivo
acido solforico biogenico, prodotto in loco dai batteri
Prima difesa
idraulica: pendenza e velocità, prima ancora del materiale
Controllo nel tempo
videoispezione a scadenze programmate, non dopo il cedimento

Panoramica

TAV. 00

Il processo copre la costruzione di condotte fognarie e di scarichi industriali destinati a un ambiente chimicamente aggressivo, dalla lettura della rete fino al piano di monitoraggio. La sequenza segue la catena causale reale: prima si individua dove il liquame diventa settico e libera idrogeno solforato, poi si correggono con la geometria della rete le condizioni che lo generano, poi si sceglie un legante che l'acido attacchi più lentamente, infine si protegge la volta dove l'esposizione resta severa. Il collaudo non si esaurisce nella prova di tenuta: comprende una videoispezione di riferimento che diventa il termine di paragone per tutte le ispezioni successive. Le patologie ricorrenti — volta corrosa, sedimenti, giunti aperti, tubi ovalizzati — nascono in fasi diverse ma si manifestano tutte allo stesso modo, cioè quando la condotta è già interrata e ogni intervento costa uno scavo.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA0 strati su 5 in opera

Il dettaglio del gestoIl gas nasce a monte di dove corrode

SOLLEVAMENTOTRATTO CORROSOSBOCCOA VALLE: INTATTOLA CAUSA STA SEMPRE PIU A MONTE
01Settimane 1-3

Leggere la rete, non il singolo tratto

L'idrogeno solforato non si genera dove poi corrode: si genera a monte, dove il liquame resta fermo abbastanza a lungo da diventare settico. I luoghi sono sempre gli stessi — tratti a pendenza troppo bassa, condotte in pressione a valle di una stazione di sollevamento, sifoni, camere con tempi di residenza lunghi — e vanno individuati sulla rete completa, non sul tratto in appalto. Dove esiste una rete in esercizio si misura il gas in campo nelle ore critiche, tipicamente d'estate e a portata minima, perché è in quelle condizioni che il problema si manifesta.

Perché si fa cosìScegliere il materiale prima di sapere dove nasce il gas significa proteggere il tratto sbagliato. La corrosione biogenica è estremamente localizzata: possono esserci cento metri intatti e dieci metri con la volta consumata, e i dieci metri stanno sempre subito a valle di un punto in cui il liquame si è fermato.
4 · situazioni tipiche che generano il gasportata minima · condizione in cui misurare1 · mappa di esposizione per l'intera rete
In manoRilevatore portatile di idrogeno solforatoDatalogger per campagne prolungateMisuratore di portata a ultrasuoniPlanimetria della rete con quote di scorrimentoDispositivi di protezione per spazi confinati
Misure in campo eseguite nel periodo caldo, quando l'attività batterica è massimaRilievo esteso alle ore notturne di portata minima, non solo alle ore di punta
L’errore che costa caroApplicare a tutta la commessa la classe di esposizione più severa per stare tranquilli. Costa molto, non protegge di più e soprattutto lascia intatte le condizioni idrauliche che generano il gas: fra dieci anni la volta sarà corrosa comunque, solo un po' più tardi.
Controllo DLChiedere la mappa di esposizione e verificare che indichi, tratto per tratto, la causa idraulica assunta. Una mappa che classifica tutto allo stesso modo non è stata costruita su una lettura della rete.
Analisi della rete di adduzione con individuazione dei punti di generazione dell'idrogeno solforato, campagna di misura in campo nelle condizioni critiche di portata e temperatura, e redazione della mappa di esposizione per tratti omogenei.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
7-10 giorniAssestamento del rinterro prima della videoispezione e della verifica di ovalizzazione: i difetti da carico del terreno hanno bisogno di tempo per manifestarsi.

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TAVOLA 01

La corrosione non sta dove scorre il liquame

TAV. G1

Il ciclo si chiude sopra la superficie bagnata: il gas sale, condensa sulla volta, i batteri lo ossidano ad acido e l'acido consuma la matrice cementizia. Il fondo, dilavato in continuo, resta intatto.

SEZIONE DELLA CONDOTTALIQUAME — SUPERFICIE DILAVATAIL GAS SALE01Il liquame fermo diventa setticoe libera idrogeno solforato.02Il gas condensa sulla voltain un film umido che nessun flusso lava.03I batteri lo ossidano ad acido solforicoproprio dentro quel film.04La matrice cementizia si consumadalla volta verso il basso, non dal fondo.ARCHITHECA — PRC.53

Lo schema illustra il meccanismo. Classi di esposizione, requisiti di durabilità e criteri di accettazione vanno assunti dal progetto e dalle norme applicabili.

TAVOLA 02

Tre difese, in quest'ordine

TAV. G2

La velocità impedisce al gas di formarsi, il legante rallenta l'acido che si forma comunque, il rivestimento protegge dove l'esposizione resta severa. Invertire l'ordine significa pagare la terza per non avere fatto la prima.

ORDINE DI PRIORITAVELOCITAil liquame non si fermae il gas non si forma01 IDRAULICAcosto di manutenzione nulloLEGANTEniente calce libera:il fronte avanza più lento02 MATERIALEcosto in fase di forniturasolo la fascia soprail pelo libero03 RIVESTIMENTOcosto ricorrente nel tempoARCHITHECA — PRC.53

Le tre difese sono illustrate nella loro logica. Pendenze, classi di esposizione e prestazioni dei rivestimenti vanno assunte dal progetto e dalle norme applicabili.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
PT.01Corrosione biogenica della volta. La matrice cementizia si consuma dall'alto, lasciando gli inerti in rilievo e una superficie che si sfarina al tatto. Il fondo appare intatto e trae in inganno: la sezione resistente si è già ridotta proprio dove il tubo lavora a compressione sotto il carico del terreno.
PT.02Sedimentazione da pendenza insufficiente. Il materiale in sospensione si deposita nei tratti troppo piani e riduce ulteriormente la sezione utile, rallentando ancora il flusso. È un circolo che si chiude su sé stesso e che genera, a valle, proprio le condizioni settiche da cui parte la corrosione.
PT.03Apertura del giunto per assestamento del letto di posa. Un appoggio puntuale sotto il bicchiere fa lavorare il tubo a flessione fra due punti: il giunto si apre di frazioni di millimetro, quanto basta perché entri terreno fine e la condotta cominci a perdere portata verso l'esterno.
PT.04Delaminazione del rivestimento protettivo. Applicato su supporto umido o non irruvidito, il film non sviluppa aderenza e si stacca a placche. I frammenti viaggiano a valle e si fermano nei tratti a bassa pendenza, dove innescano a loro volta la sedimentazione.
PT.05Ovalizzazione del tubo per rinfianco asimmetrico. Compattando prima un fianco e poi l'altro il tubo si sposta lateralmente e perde la sezione circolare. Il difetto è invisibile a scavo aperto e si misura solo dopo il rinterro, con calibro a croce o dalla videoispezione.

Domande da cantiere

TAV. Q
Perché il fondo si conserva e la volta no?

Perché l'acido non arriva con il liquame, si forma sulla parete. Il fondo è bagnato e dilavato in continuo: la colonia batterica non riesce a insediarsi e ciò che si forma viene portato via. La volta è coperta da un film di condensa che non si rinnova mai, ed è lì che i batteri lavorano indisturbati.

Un calcestruzzo geopolimerico basta da solo?

Rallenta l'attacco, non lo annulla. Il vantaggio è reale e nasce dall'assenza della calce libera, che nel legante Portland è la prima cosa che l'acido scioglie. Ma se le condizioni idrauliche continuano a produrre idrogeno solforato in quantità, prima o poi il fronte arriva: la scelta del legante è la seconda difesa, non la prima.

Ogni quanto si videoispeziona una condotta?

Non esiste un intervallo unico: dipende dalla classe di esposizione del tratto. I tratti severi individuati nella mappa vanno rivisti spesso, quelli in condizioni normali molto più di rado. Il piano di monitoraggio serve esattamente a questo, e ha senso solo se esiste la videoispezione di riferimento con cui confrontare le successive.

Si può risanare una condotta senza riaprire lo scavo?

Sì, con i sistemi di rivestimento in opera: guaine polimerizzate in sito, tubi inseriti per trascinamento, malte proiettate nelle sezioni percorribili. Sono soluzioni mature, ma restituiscono una sezione utile ridotta e non correggono la livelletta. Se il problema originario era idraulico, il risanamento compra tempo senza risolverlo.

Materiali coinvolti

TAV. M