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PRC.55 · Processo Costruttivo

Impermeabilizzazione di Gallerie con Bentonite Sodica

La bentonite sodica non impermeabilizza da asciutta: impermeabilizza gonfiando. È l'unico materiale di tenuta che ha bisogno dell'acqua che deve fermare, e l'unico che richiude da solo una piccola foratura. In cambio pretende una condizione precisa: essere confinata. Se il gonfiamento trova un vuoto in cui espandersi, va lì invece di serrare, e il sistema non tiene.

Meccanismo di tenuta
gonfiamento confinato dell'argilla, non un film continuo
Condizione necessaria
confinamento: senza contrasto il gonfiamento non serra
Nemico chimico
acque a forte carica ionica: riducono la capacità di rigonfiamento
Autoriparazione
sì per piccole forature, solo se lo strato è confinato

Panoramica

TAV. 00

Il processo copre l'impermeabilizzazione di gallerie e opere interrate mediante geocompositi bentonitici, dalla caratterizzazione delle venute d'acqua fino al collaudo per settori. La differenza rispetto a un manto tradizionale è sostanziale: qui l'elemento di tenuta non è un film continuo posato su un supporto asciutto, ma uno strato di argilla che si attiva a contatto con l'acqua e serra contro il rivestimento definitivo. Da questo derivano tutte le regole operative — il supporto può essere umido ma non può avere spigoli vivi, la finestra fra posa e getto è un vincolo di processo, il chimismo dell'acqua conta quanto la sua pressione. Il collaudo, infine, non può essere globale: senza compartimentazione una perdita si vede ma non si trova, e l'unico intervento possibile diventa demolire.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA0 strati su 5 in opera

Il dettaglio del gestoNon tutte le acque gonfiano allo stesso modo

ACQUA DOLCEACQUA MINERALIZZATADELTASTESSO PRODOTTO, STESSA POSA
01Settimane 1-2

Misurare l'acqua e leggerne la chimica

Prima di scegliere il pacchetto impermeabile si mappano le venute d'acqua lungo lo sviluppo dello scavo: dove entrano, con che portata, con che battente. Insieme alla portata si preleva un campione e se ne fa analizzare la composizione. Non è un adempimento: la capacità di rigonfiamento della bentonite sodica dipende dalla carica ionica dell'acqua che la idrata, e un'acqua salmastra o fortemente mineralizzata riduce il gonfiamento rispetto a un'acqua dolce, a parità di prodotto e di posa.

Perché si fa cosìÈ la sola verifica che non si può recuperare dopo. Una volta gettato il rivestimento definitivo, se il gonfiamento risulta insufficiente non esiste modo di aggiungere prodotto: si può solo iniettare, cioè curare un sintomo per volta. L'analisi dell'acqua costa una giornata e decide se il sistema è quello giusto.
2 · dati per ogni venuta: portata e battente1 · analisi chimica prima della scelta0 · verifiche recuperabili dopo il getto
In manoContenitori sterili per campionamentoConduttivimetro da campoStramazzo per misura di portataPiezometri di controllo del battentePlanimetria dello scavo per la mappatura
Mappatura ripetuta dopo un evento piovoso intenso: le venute cambiano di numero e di posizione
L’errore che costa caroAssumere che l'acqua sotterranea sia dolce perché siamo lontani dal mare. In molti contesti la mineralizzazione arriva dal terreno attraversato, non dall'ingressione marina, e la si scopre solo analizzando.
Controllo DLChiedere il rapporto di analisi dell'acqua e verificare che il prodotto proposto sia dichiarato compatibile con quella composizione, non genericamente idoneo alle opere interrate.
Mappatura delle venute d'acqua lungo lo sviluppo dello scavo con misura di portata e battente, prelievo di campioni e analisi chimica per la verifica di compatibilità con il rigonfiamento della bentonite sodica.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
finestra del produttoreTempo massimo ammesso fra la posa dei teli e il getto di confinamento: oltre, la bentonite arriva al getto senza riserva di rigonfiamento.
1-3 mesiRisalita del battente e completamento del gonfiamento prima del collaudo: molte venute apparenti si chiudono da sole in questo intervallo.

clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora

TAVOLA 01

Gonfia una volta sola: sprecarla è definitivo

TAV. G1

L'argilla idratata senza contrasto si espande e resta molle. Idratata sotto il getto, serra contro il calcestruzzo e diventa tenuta. La differenza non sta nel prodotto ma nell'ordine e nei tempi delle lavorazioni.

TRE STATI, UN SOLO ESITO UTILE01 ASCIUTTAnon ferma niente:è ancora solo argillaVUOTO02 IDRATATA LIBERAsi espande nel vuotoe resta molle: riserva finitaGETTO03 IDRATATA CONFINATAserra contro il calcestruzzo:questa è la tenutaARCHITHECA — PRC.55

Lo schema illustra il meccanismo. Finestre temporali, pressioni ammissibili e requisiti di prodotto vanno assunti dal progetto e dalle norme applicabili.

TAVOLA 02

Compartimentare per poter riparare

TAV. G2

Senza giunti idroespansivi l'acqua viaggia nell'interfaccia e riemerge lontano dalla falla: si vede il sintomo e non si trova la causa. I compartimenti riducono la ricerca a un settore, i tubi di iniezione la rendono raggiungibile dall'interno.

A — SENZA COMPARTIMENTILA FALLALA MACCHIAFra le due possono esserci decine di metri. Si demoliscea tentativi, oppure si convive con la perdita.B — CON COMPARTIMENTITUBI DI INIEZIONELa perdita resta dentro il suo settore e si raggiungeper iniezione, senza toccare il rivestimento.ARCHITHECA — PRC.55

Lo schema illustra la logica della compartimentazione. Estensione dei settori, materiali dei giunti e procedure di iniezione vanno assunti dal progetto e dalle norme applicabili.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
PT.01Idratazione prematura prima del confinamento. I teli restano esposti allo stillicidio oltre la finestra dichiarata e la bentonite gonfia senza contrasto. Arriva al getto già espansa e molle, priva della riserva che avrebbe dovuto serrare contro il calcestruzzo: il difetto è invisibile e si manifesta alla prima piena.
PT.02Rigonfiamento ridotto per acque a forte carica ionica. La bentonite sodica idratata da acqua fortemente mineralizzata sviluppa un gonfiamento inferiore a quello atteso. Il sistema tiene sotto battenti modesti e cede quando la pressione sale, e a quel punto l'unica risposta è l'iniezione.
PT.03Sovrapposizioni contro corrente o insufficienti. Il giunto orientato contro il verso del flusso offre all'acqua il bordo scoperto anziché quello coperto. Non perde al collaudo, perde quando il battente sale in esercizio, e la traccia riemerge lontano dal giunto responsabile.
PT.04Punzonamento su spigoli non regolarizzati. Il getto preme il geocomposito contro una sporgenza metallica o un bordo tagliente e lo perfora. Se il foro è piccolo la bentonite lo richiude da sola, se è uno strappo lungo l'autoriparazione non basta e resta una via d'acqua permanente.
PT.05Perdita non localizzabile per assenza di compartimentazione. L'acqua entrata in un punto viaggia nell'interfaccia fra membrana e getto e riemerge dove trova la prima discontinuità. Senza settori l'indagine non converge e la riparazione diventa una sequenza di tentativi distruttivi.

Domande da cantiere

TAV. Q
Serve davvero il supporto asciutto?

No, ed è il vantaggio principale del sistema. Un manto bituminoso o sintetico incollato pretende un supporto asciutto, condizione quasi impossibile in sotterraneo. Il geocomposito bentonitico si posa su supporto umido e persino stillicidiante: quello che non tollera non è l'acqua, sono gli spigoli vivi, i vuoti dietro e il ritardo del getto.

Cosa succede se il getto slitta di due settimane?

Dipende da quanta acqua ha ricevuto il telo nel frattempo. In ambiente asciutto la finestra è relativamente larga; sotto stillicidio si accorcia molto, perché la bentonite gonfia liberamente e consuma la sua riserva. Nel dubbio si verifica lo stato del telo prima del getto: un materiale già espanso e cedevole al tatto va sostituito, non gettato sopra.

Funziona con acqua salmastra?

Con riserva. La carica ionica riduce il rigonfiamento della bentonite sodica, quindi il sistema standard può non raggiungere la tenuta attesa. Esistono bentoniti modificate proprio per questi contesti, ma la scelta va fatta sull'analisi dell'acqua reale del sito e non su una classificazione geografica: la mineralizzazione arriva spesso dal terreno attraversato.

Come si ripara una perdita dopo il getto?

Per iniezione dai tubi predisposti nei giunti di ripresa, riempiendo il vuoto in cui l'acqua viaggia fra membrana e calcestruzzo. La riuscita dipende quasi interamente da una scelta fatta mesi prima: se il pacchetto è stato compartimentato, l'intervento si concentra su un settore; se non lo è, si inietta al buio e spesso si sposta la perdita invece di chiuderla.

Materiali coinvolti

TAV. M