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PRC.44 · Processo Costruttivo

Isolamento Interno nell'Edilizia Storica

Isolare dall'interno è quasi sempre la seconda scelta, e si fa quando la prima è impedita: una facciata vincolata, un filo strada che non consente sporgenze, un condominio che non delibera. Va affrontata sapendo che non è un cappotto messo dalla parte sbagliata: è un intervento che cambia il regime termico del muro, e che può danneggiarlo se lo si tratta come una questione di centimetri.

Effetto sul muro
d'inverno diventa più freddo
Spessore tipico disponibile
pochi centimetri, non di più
Punto più critico
le teste delle travi di solaio
Controllo del vapore
freno igrovariabile, non barriera

Panoramica

TAV. 00

Quando si isola una parete dall'esterno, la muratura resta dalla parte calda: continua a essere asciutta, tiepida e a fare da volano termico. Isolando dall'interno si ottiene l'opposto, ed è il punto che va capito prima di scegliere qualunque materiale. L'isolante intercetta il calore prima che raggiunga il muro, quindi la muratura d'inverno diventa più fredda di quanto sarebbe stata senza intervento. Da questo fatto discendono tutte le conseguenze pratiche: la superficie interna del muro può scendere sotto la temperatura di rugiada e far condensare il vapore che arriva dagli ambienti, la massa termica viene esclusa dal comportamento estivo, e gli elementi che attraversano il muro, in primo luogo le teste delle travi di legno dei solai, si ritrovano in una zona più fredda e più umida di prima. Nulla di tutto questo rende l'intervento sbagliato, ma tutto questo lo rende un intervento da progettare e non da acquistare. Ed è qui che si colloca l'aerogel: non perché sia un materiale migliore degli altri in assoluto, ma perché in questi edifici lo spessore disponibile è quasi sempre di pochi centimetri, e a parità di centimetri nessun altro isolante convenzionale offre altrettanto.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA2 strati su 5 in operaFreno al vapore igrovariabile

Il dettaglio del gestola via di asciugatura che si chiude

PRIMAasciuga da due latiDOPOuna via sola, e il muro è più freddo
01Giorni 1-4

Diagnosi: capire perché il muro è umido, prima di coprirlo

Si rileva lo stato della muratura: contenuto di umidità e sua origine, presenza di sali, tenuta della facciata alla pioggia battente, posizione e stato delle teste delle travi. Si verifica se esistono infiltrazioni dall'esterno, che vanno risolte prima e non dopo.

Perché si fa cosìIsolare dall'interno un muro che ha un problema di umidità significa peggiorarlo, e il meccanismo è semplice da capire. Un muro umido si asciuga in due direzioni, verso l'esterno e verso l'interno, e nelle case storiche non riscaldate a lungo la quota che se ne andava verso l'interno era tutt'altro che trascurabile: era il calore dell'ambiente a farla evaporare. L'isolamento interno chiude quella via, perché abbassa la temperatura del muro e frappone uno strato resistente al passaggio del vapore. Il risultato è che l'acqua che prima usciva ora resta, e in più la muratura si trova più fredda, condizione che favorisce ulteriore condensa. Da qui l'ordine delle operazioni, che non è negoziabile: prima si eliminano le cause di umidità esterne, cioè le infiltrazioni dalla facciata, dai davanzali, dalle coperture e la risalita capillare; solo dopo si isola. Fare il contrario significa sigillare un problema dentro il muro e scoprirlo l'inverno successivo, quando la finitura nuova comincia a macchiarsi.
prima le cause · poi l'isolamento, mai il contrarioteste di trave · il sondaggio che nessuno fa
In manoigrometro a masse e termocameraendoscopio per il sondaggio dei solai
la facciata va vista anche sotto la pioggia, non solo col sole
L’errore che costa caroIsolare una parete che riceve pioggia battente su una facciata con giunti degradati: l'acqua continua a entrare, ma ora non può più evaporare verso l'interno e si accumula dentro la muratura.
Controllo DLMisura del contenuto di umidità della muratura in più punti e a diverse quote, con individuazione dell'origine; ispezione delle teste delle travi mediante sondaggio, perché sono il punto che decide se l'intervento è fattibile.
«Se il muro è bagnato, isolarlo dall'interno non lo asciuga: gli toglie l'ultima via che aveva per farlo.»taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
1 stagione di riscaldamentoil comportamento reale del muro isolato dall'interno si valuta dopo un inverno completo, misurando umidità e temperatura superficiale nei punti critici invece di dedurle dal calcolo

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Il rovescio della medaglia

Isolando dentro, il muro diventa più freddo

TAV. G1

È la conseguenza che rende questo intervento diverso da tutti gli altri, e non è un effetto collaterale: è il modo stesso in cui funziona. L'isolante intercetta il calore prima che raggiunga la muratura, quindi il muro smette di essere attraversato dal flusso che lo teneva tiepido e d'inverno lavora a una temperatura più vicina a quella esterna. Ne discendono tre conseguenze che vanno considerate insieme. La prima riguarda il vapore: se l'aria umida della stanza raggiunge una superficie fredda, condensa, ed è per questo che il controllo del vapore e la continuità della posa contano più dello spessore dell'isolante. La seconda riguarda il gelo: una muratura che prima restava sopra lo zero può ora attraversarlo, e se è satura d'acqua i cicli di gelo e disgelo la degradano. La terza riguarda gli elementi immersi nel muro, in primo luogo le teste delle travi di legno, che si ritrovano in una zona più fredda e più umida di quella in cui hanno resistito per secoli.

SENZA ISOLAMENTOFUORIDENTROil muro resta tiepidoe asciuga da entrambi i latiCON ISOLAMENTO INTERNODENTROtutto il muro lavora freddogelo, condensa, teste di trave

Schema qualitativo dell'andamento delle temperature; la verifica igrotermica del pacchetto, compreso il rischio di condensa interstiziale e il comportamento delle teste di trave, richiede un calcolo dedicato sul caso specifico e sul clima del sito.

Perché costa così

L'aerogel si paga a millimetro, e si usa dove i millimetri contano

TAV. G2

Il confronto fra aerogel e isolanti convenzionali diventa chiaro appena si smette di ragionare a parità di prezzo e si ragiona a parità di spazio. In una parete dove ci sono dieci centimetri disponibili, un isolante tradizionale fa il proprio lavoro benissimo e l'aerogel sarebbe uno spreco. In una spalletta di finestra dove ce ne sono due, o attorno a un architrave dove ce n'è uno, il materiale tradizionale non può dare quasi nulla, non per qualità ma per fisica, mentre l'aerogel continua a funzionare. La conseguenza pratica è che l'aerogel non va valutato come alternativa generale ma come soluzione puntuale, e proprio per questo il suo costo elevato incide poco sul totale: le superfici in cui serve davvero sono una frazione minima della parete, e sono contemporaneamente quelle in cui si concentrano i ponti termici che generano la muffa. Trattare bene pochi decimetri quadrati cambia il comportamento igrometrico dell'intera stanza più di quanto lo cambi un centimetro in più steso su tutto il muro.

SPAZIO DISPONIBILE: MOLTOISOLANTE TRADIZIONALEfa il suo lavoroAEROGEL: sarebbe uno sprecoSPAZIO DISPONIBILE: 2 cmtradizionale: quasi nullaaerogel: continua a funzionare

Confronto qualitativo a parità di spessore disponibile; i valori di conducibilità dei singoli prodotti e le verifiche di progetto vanno presi dalle schede tecniche e dal calcolo igrotermico del caso specifico.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
CONDENSA DIETRO L ISOLANTEMacchie e degrado che compaiono dall'interno pur senza infiltrazioni: aria umida arrivata nell'intercapedine dietro un isolante incollato a punti, oppure freno al vapore interrotto (fasi 02 e 04). Il punto di condensa non è ispezionabile.
MUFFA SULLA SPALLETTAMuffa concentrata attorno alle finestre mentre il resto della parete è sano: ritorno isolante mancante su spallette e architravi (fase 03). Isolando la parete e non i suoi bordi, il ponte termico residuo diventa relativamente ancora più freddo.
DEGRADO DELLE TESTE DI TRAVECedimento del legno all'appoggio nella muratura, scoperto anni dopo: la testa della trave si trova ora in una zona più fredda e umida, e nessuno l'ha valutata in diagnosi (fasi 01 e 04). È il rischio più serio dell'intero intervento.
GELO NELLA MURATURASfaldamento della faccia esterna del muro dopo alcuni inverni: la muratura, ora più fredda, attraversa lo zero mentre è satura d'acqua per infiltrazioni non risolte prima dell'intervento (fase 01). Il danno è all'esterno, la causa è all'interno.
UMIDITA INTRAPPOLATAL'umidità della muratura cresce anno dopo anno invece di stabilizzarsi: barriera al vapore stagna al posto del freno igrovariabile, che impedisce l'asciugatura estiva verso l'interno (fase 04). Il sistema non ha più alcuna via di uscita.

Domande da cantiere

TAV. Q
Isolare dall'interno è davvero pericoloso?

Non è pericoloso, è esigente, e la differenza è sostanziale. Un cappotto esterno perdona molti errori esecutivi perché lascia la muratura dalla parte calda e asciutta: anche se qualcosa è fatto male, le conseguenze sono raramente gravi. L'isolamento interno non ha questo margine, perché sposta il muro dalla parte fredda e riduce le sue possibilità di asciugarsi. Detto questo, i casi in cui produce danni sono quasi sempre riconducibili a tre errori concreti, tutti evitabili. Il primo è averlo fatto su un muro che aveva già un problema di umidità non risolto, tipicamente un'infiltrazione dalla facciata o una risalita: in quel caso l'intervento non causa il problema, lo aggrava e lo nasconde. Il secondo è la discontinuità: intercapedini dietro l'isolante e freno al vapore interrotto, che concentrano tutta la condensa in punti non ispezionabili. Il terzo è non aver valutato le teste delle travi. Se questi tre punti sono affrontati, l'intervento è tecnicamente solido, ed è spesso l'unico possibile su un edificio vincolato.

Le teste delle travi di legno: che cosa si fa?

È la domanda più seria di questo intervento, ed è anche quella che più spesso viene saltata perché richiede di aprire un solaio prima di preventivare. Il problema è che la testa della trave è immersa nella muratura, cioè nella parte che l'isolamento rende più fredda, e il legno in una zona fredda e umida è esposto al degrado biologico. Le strade praticabili sono tre. La prima è interrompere localmente l'isolante attorno all'appoggio, accettando un ponte termico limitato in cambio di una testa di trave che resta più calda: è la soluzione più semplice e spesso la più sensata. La seconda è ventilare l'appoggio, lasciando che l'aria circoli attorno alla testa in modo che l'eventuale umidità possa andarsene. La terza, nei casi in cui il legno è già compromesso, è intervenire strutturalmente sostituendo o affiancando la testa. Ciò che non è accettabile è la quarta strada, cioè non guardare: la testa di trave è invisibile, il degrado è lento e quando si manifesta il solaio ha già perso appoggio.

Barriera al vapore o freno igrovariabile?

Freno igrovariabile, in quasi tutti i casi di edilizia storica, e vale la pena capire perché la barriera stagna sembri la scelta più sicura e non lo sia. La barriera fa una cosa sola, molto bene: impedisce al vapore di entrare nel muro. D'inverno è esattamente ciò che serve. Il problema è che lo fa anche d'estate, quando il flusso si inverte e il muro, riscaldato dal sole, tenderebbe ad asciugarsi cedendo umidità verso l'interno. Con una barriera stagna quella via è chiusa, e poiché la facciata di un edificio storico raramente è perfettamente impermeabile, l'umidità che entra dall'esterno si accumula senza poter mai uscire. Il freno igrovariabile risolve la contraddizione cambiando permeabilità con l'umidità relativa: d'inverno, con aria interna secca, si comporta quasi come una barriera; d'estate, con umidità alta, si apre e consente l'asciugatura. In entrambi i casi, comunque, la prestazione dipende interamente dalla continuità della posa: un freno perfetto con tre giunti aperti vale meno di una soluzione modesta ma continua.

Quanto si perde in superficie, e quanto si guadagna davvero?

Si perde poco, e questo è il motivo per cui l'aerogel esiste in questo mercato: con materiali sottili la riduzione di superficie è di pochi centimetri per parete, e in stanze piccole è spesso l'unica soluzione accettabile. Il guadagno, invece, va descritto onestamente perché è diverso da quello di un cappotto. Sul consumo di riscaldamento il beneficio c'è ma è inferiore, perché restano ponti termici che dall'esterno si sarebbero risolti, tipicamente ai solai e ai muri di spina. Sul comfort percepito, però, l'effetto è spesso più evidente di quanto il calcolo suggerisca, e per due ragioni: la superficie interna della parete diventa molto più calda, e la sensazione di parete fredda che si avverte stando seduti vicino a un muro perimetrale scompare; e l'ambiente raggiunge la temperatura desiderata molto più in fretta, il che conta moltissimo negli spazi usati a intermittenza. In estate, invece, il bilancio peggiora rispetto a prima, perché si perde l'inerzia della muratura: chi vive in una casa storica di montagna lo nota poco, chi sta in città lo nota eccome.

Materiali coinvolti

TAV. M