Tutti i processi
PRC.22 · Processo Costruttivo

Copertura e Facciata Industriale in Pannello Sandwich

Il pannello sandwich arriva finito: struttura, isolante e finitura in un pezzo solo. Per questo tutto quello che si può ancora sbagliare sta nei giunti, nei fissaggi e in una scelta fatta a monte — di che cosa è fatto il nucleo.

Luce fra arcarecci
2–5 m secondo spessore
Nucleo per compartimentazione
lana minerale
Posizione dei fissaggi in copertura
sulla cresta, mai in gola
Taglio ammesso in cantiere
roditrice o cesoia, mai mola

Panoramica

TAV. 00

È il sistema che ha reso possibile l'edilizia industriale come la conosciamo: due lamiere e un nucleo isolante incollato fra loro, che insieme portano se stessi e superano la luce fra un arcareccio e il successivo. Si monta in giornate invece che settimane, non richiede ponteggi continui, ed è impermeabile e coibentato nello stesso gesto. Le insidie sono tre, e nessuna riguarda il pannello in mezzo alla campata. La prima è il nucleo: poliuretanico espanso e lana minerale danno prestazioni termiche molto diverse e comportamenti al fuoco incomparabili, e la scelta è una decisione di sicurezza prima che di costo. La seconda sono i giunti: la prestazione dichiarata del pannello è quella del pannello, non quella della parete, e la differenza la fanno guarnizioni e sormonti, che si mettono prima di chiudere perché dopo non si arriva più. La terza è il cantiere: un taglio fatto con la mola brucia il rivestimento per metri intorno, e le macchie di ruggine compaiono un anno dopo, tutte insieme.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA1 strato su 5 in operaArcarecci e guarnizioni di appoggio

Il dettaglio del gestol'arcareccio fuori piano

IL GIUNTO SI APRE QUIPIANO TEORICOIL PANNELLO NON SI ADATTA: SI TORCE
01Giorni 1–2

Gli arcarecci e il piano di posa

Verifica di allineamento e complanarità degli arcarecci, controllo della luce di calcolo e posa delle guarnizioni di appoggio.

Perché si fa cosìIl pannello è rigido: appoggiato su un piano non complanare non si adatta, si torce, e la torsione si scarica sui fissaggi e sul giunto, che smette di combaciare. Un arcareccio fuori piano di un centimetro produce un giunto aperto per tutta la lunghezza del pannello, e quel giunto è la via d'acqua. La luce va verificata sul dato reale: lo spessore ordinato è stato scelto per una certa distanza fra gli appoggi, e trovarne una maggiore in cantiere significa un pannello che flette oltre il previsto, con oil canning visibile e infiltrazioni al giunto. Le guarnizioni di appoggio, infine, non sono un cuscinetto estetico: impediscono il contatto diretto metallo-metallo, che è rumore, usura e corrosione da contatto.
± 5 mm · tolleranza di complanarità2–5 m · luce tipica fra arcareccicontinua · guarnizione sull'appoggio
In manofilo di riferimento e livello laserguarnizioni autoadesive di appoggiometro e squadra
montaggio sospeso oltre la soglia di vento: il pannello è una vela
L’errore che costa caroPannelli montati su arcarecci non complanari: il giunto non combacia, si forza con i fissaggi e resta una fessura continua che perde solo con pioggia e vento insieme.
Controllo DLComplanarità degli arcarecci verificata con filo o livello su tutta la falda; luce reale confrontata con quella di calcolo dei pannelli ordinati; guarnizioni di appoggio continue; nessun contatto diretto metallo-metallo.
Metti il filo sugli arcarecci prima di scaricare i pannelli. Un centimetro fuori piano qui è un giunto aperto per dodici metri.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
24 oreverifica di tenuta con bagnatura dei giunti prima di chiudere colmi e scossaline

clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora

Il numero dichiarato e quello reale

La prestazione del pannello non è la prestazione della parete

TAV. G1

Sulla scheda tecnica c'è la trasmittanza del pannello: quella misurata al centro, dove ci sono soltanto lamiera, nucleo e lamiera. In opera però la parete è fatta anche di giunti, e ogni giunto è un punto in cui le due lamiere si avvicinano e il metallo fa da scorciatoia al calore. Su un pannello da un metro di larghezza quel giunto ricorre ogni metro: la trasmittanza reale della parete può discostarsi sensibilmente da quella di catalogo, e la differenza si chiama trasmittanza termica lineare del giunto.

SEZIONE ORIZZONTALE · IL GIUNTO RICORRE OGNI METROal centro del pannello: solo lamiera + nucleo + lamieraal giunto: il metallo avvicina le due facce e fa da scorciatoiaSCHEMA DI PRINCIPIO · LA TRASMITTANZA DELLA PARETE VA CALCOLATA CON I GIUNTI, NON LETTA SUL PANNELLO

Schema di principio. La trasmittanza termica lineare del giunto è un dato che il produttore dichiara per il proprio sistema: va richiesto e inserito nel calcolo, perché usare la sola trasmittanza del pannello sovrastima la prestazione dell'involucro.

Due nuclei, due mondi

Poliuretanico o lana minerale: come si decide

TAV. G2

È la decisione che vale più di tutte le altre in questo sistema, e non si prende sul prezzo. Il poliuretanico isola molto meglio a parità di spessore ed è la metà del peso: dove il requisito termico è stretto e quello antincendio è largo, vince. La lana minerale isola meno e pesa il doppio, ma è minerale: dove il pannello deve compartimentare, o la destinazione impone requisiti severi, non c'è confronto perché non c'è alternativa. E il punto di cantiere è che, montati, i due sono indistinguibili.

NUCLEO POLIURETANICO+ isola molto meglio a pari spessore+ metà del peso, costo minore− nucleo organico: il fuoco lo esclude in molti casiNUCLEO IN LANA MINERALE+ incombustibile: compartimenta+ migliore comportamento acustico− doppio peso, spessori maggioriLA CLASSE DI REAZIONE AL FUOCO SI LEGGE SULLA MARCATURA DEL PANNELLO, NON SI DEDUCE DALL'ASPETTO

La classe di reazione al fuoco e l'eventuale resistenza al fuoco si leggono sulla marcatura e sulla documentazione del pannello specifico: non si deducono dall'aspetto né dalla famiglia di prodotto.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
GIUNTO CHE NON CHIUDEArcarecci fuori piano (fase 01): il pannello si torce, il giunto resta aperto per tutta la lunghezza e perde solo con pioggia e vento insieme.
CONDENSA NEL GIUNTONastro di tenuta omesso nel giunto interno (fase 02): il vapore entra nel giunto, condensa contro la lamiera fredda e cola all'interno con l'aspetto di un'infiltrazione dal tetto.
AVVALLAMENTI DA SERRAGGIOViti serrate oltre la coppia (fase 04): nucleo schiacciato, rondelle estruse e una fila di depressioni che in luce radente disegna la struttura sotto.
PUNTEGGIATURA DI RUGGINETagli con mola a disco in copertura (fase 05): le limature incandescenti si saldano alle lamiere vicine e dopo una stagione compaiono macchie diffuse senza causa apparente.
NUCLEO APERTOChiusure di testa omesse (fase 05): il nucleo resta esposto ai bordi, assorbe acqua e diventa via d'accesso per insetti e volatili.

Domande da cantiere

TAV. Q
Si può sovrapporre un pannello nuovo a una copertura esistente?

Sì, ed è uno degli interventi più diffusi sul patrimonio industriale, ma con tre verifiche obbligate. La prima è strutturale: si aggiunge peso a una struttura progettata decenni prima, spesso con carichi neve minori di quelli attuali. La seconda riguarda l'esistente: se sotto c'è una lastra in cemento-amianto la questione non è tecnica ma normativa, e va affrontata come tale. La terza è igrometrica: fra il vecchio manto e il nuovo pannello si crea un'intercapedine, e se il vecchio manto non è a tenuta di vapore quell'intercapedine diventa il punto più freddo del sistema, dove l'umidità interna condensa. In molti casi la soluzione corretta è ventilare quell'intercapedine, non sigillarla.

Perché gocciola dall'interno anche se la copertura non perde?

Perché in molti casi non è acqua di pioggia: è condensa. La lamiera interna è la superficie più fredda dell'ambiente, e se il vapore interno riesce a raggiungerla — tipicamente attraverso un giunto senza nastro, un passaggio impiantistico non sigillato o una chiusura di testa mancante — condensa e cola. Il modo per distinguere le due cose è semplice: l'infiltrazione compare durante la pioggia, la condensa compare quando fuori fa freddo e dentro si produce umidità, anche col sole. Confondere le due porta a rifare sigillature esterne che non erano il problema.

Quanto durano davvero?

La durata la decide il rivestimento della lamiera, non il nucleo. Un ciclo di verniciatura standard su acciaio preverniciato in ambiente urbano ordinario tiene molti decenni; lo stesso pannello in ambiente marino o in atmosfera aggressiva richiede un ciclo superiore, e usare quello standard significa vedere il degrado partire dai bordi tagliati entro pochi anni. È anche il motivo per cui il ritocco dei bordi non è pignoleria: il taglio in cantiere espone l'acciaio nudo, e lì la corrosione parte sempre prima che in campo aperto.

Un pannello danneggiato si sostituisce?

Sì, ed è uno dei vantaggi reali del sistema, ma con un vincolo di geometria: i pannelli si incastrano in sequenza, quindi per estrarne uno in mezzo alla falda bisogna in genere liberare il giunto smontando verso il bordo, oppure tagliare il pannello e chiudere con un pezzo su misura e sormonti sigillati. La sostituzione pulita si fa dove il pannello è accessibile da un'estremità. Vale la pena tenere qualche pannello di riserva a fine cantiere, perché la stessa greca e lo stesso colore a distanza di anni raramente si ritrovano identici.

Materiali coinvolti

TAV. M