Copertura e Facciata Industriale in Pannello Sandwich
Il pannello sandwich arriva finito: struttura, isolante e finitura in un pezzo solo. Per questo tutto quello che si può ancora sbagliare sta nei giunti, nei fissaggi e in una scelta fatta a monte — di che cosa è fatto il nucleo.
Panoramica
TAV. 00È il sistema che ha reso possibile l'edilizia industriale come la conosciamo: due lamiere e un nucleo isolante incollato fra loro, che insieme portano se stessi e superano la luce fra un arcareccio e il successivo. Si monta in giornate invece che settimane, non richiede ponteggi continui, ed è impermeabile e coibentato nello stesso gesto. Le insidie sono tre, e nessuna riguarda il pannello in mezzo alla campata. La prima è il nucleo: poliuretanico espanso e lana minerale danno prestazioni termiche molto diverse e comportamenti al fuoco incomparabili, e la scelta è una decisione di sicurezza prima che di costo. La seconda sono i giunti: la prestazione dichiarata del pannello è quella del pannello, non quella della parete, e la differenza la fanno guarnizioni e sormonti, che si mettono prima di chiudere perché dopo non si arriva più. La terza è il cantiere: un taglio fatto con la mola brucia il rivestimento per metri intorno, e le macchie di ruggine compaiono un anno dopo, tutte insieme.
La partitura di posa
TAV. HIl dettaglio del gestol'arcareccio fuori piano
Gli arcarecci e il piano di posa
Verifica di allineamento e complanarità degli arcarecci, controllo della luce di calcolo e posa delle guarnizioni di appoggio.
Metti il filo sugli arcarecci prima di scaricare i pannelli. Un centimetro fuori piano qui è un giunto aperto per dodici metri.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
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Il numero dichiarato e quello reale
La prestazione del pannello non è la prestazione della parete
Sulla scheda tecnica c'è la trasmittanza del pannello: quella misurata al centro, dove ci sono soltanto lamiera, nucleo e lamiera. In opera però la parete è fatta anche di giunti, e ogni giunto è un punto in cui le due lamiere si avvicinano e il metallo fa da scorciatoia al calore. Su un pannello da un metro di larghezza quel giunto ricorre ogni metro: la trasmittanza reale della parete può discostarsi sensibilmente da quella di catalogo, e la differenza si chiama trasmittanza termica lineare del giunto.
Schema di principio. La trasmittanza termica lineare del giunto è un dato che il produttore dichiara per il proprio sistema: va richiesto e inserito nel calcolo, perché usare la sola trasmittanza del pannello sovrastima la prestazione dell'involucro.
Due nuclei, due mondi
Poliuretanico o lana minerale: come si decide
È la decisione che vale più di tutte le altre in questo sistema, e non si prende sul prezzo. Il poliuretanico isola molto meglio a parità di spessore ed è la metà del peso: dove il requisito termico è stretto e quello antincendio è largo, vince. La lana minerale isola meno e pesa il doppio, ma è minerale: dove il pannello deve compartimentare, o la destinazione impone requisiti severi, non c'è confronto perché non c'è alternativa. E il punto di cantiere è che, montati, i due sono indistinguibili.
La classe di reazione al fuoco e l'eventuale resistenza al fuoco si leggono sulla marcatura e sulla documentazione del pannello specifico: non si deducono dall'aspetto né dalla famiglia di prodotto.
Come invecchia (e cosa lo tradisce)
TAV. PDomande da cantiere
TAV. QSi può sovrapporre un pannello nuovo a una copertura esistente?
Sì, ed è uno degli interventi più diffusi sul patrimonio industriale, ma con tre verifiche obbligate. La prima è strutturale: si aggiunge peso a una struttura progettata decenni prima, spesso con carichi neve minori di quelli attuali. La seconda riguarda l'esistente: se sotto c'è una lastra in cemento-amianto la questione non è tecnica ma normativa, e va affrontata come tale. La terza è igrometrica: fra il vecchio manto e il nuovo pannello si crea un'intercapedine, e se il vecchio manto non è a tenuta di vapore quell'intercapedine diventa il punto più freddo del sistema, dove l'umidità interna condensa. In molti casi la soluzione corretta è ventilare quell'intercapedine, non sigillarla.
Perché gocciola dall'interno anche se la copertura non perde?
Perché in molti casi non è acqua di pioggia: è condensa. La lamiera interna è la superficie più fredda dell'ambiente, e se il vapore interno riesce a raggiungerla — tipicamente attraverso un giunto senza nastro, un passaggio impiantistico non sigillato o una chiusura di testa mancante — condensa e cola. Il modo per distinguere le due cose è semplice: l'infiltrazione compare durante la pioggia, la condensa compare quando fuori fa freddo e dentro si produce umidità, anche col sole. Confondere le due porta a rifare sigillature esterne che non erano il problema.
Quanto durano davvero?
La durata la decide il rivestimento della lamiera, non il nucleo. Un ciclo di verniciatura standard su acciaio preverniciato in ambiente urbano ordinario tiene molti decenni; lo stesso pannello in ambiente marino o in atmosfera aggressiva richiede un ciclo superiore, e usare quello standard significa vedere il degrado partire dai bordi tagliati entro pochi anni. È anche il motivo per cui il ritocco dei bordi non è pignoleria: il taglio in cantiere espone l'acciaio nudo, e lì la corrosione parte sempre prima che in campo aperto.
Un pannello danneggiato si sostituisce?
Sì, ed è uno dei vantaggi reali del sistema, ma con un vincolo di geometria: i pannelli si incastrano in sequenza, quindi per estrarne uno in mezzo alla falda bisogna in genere liberare il giunto smontando verso il bordo, oppure tagliare il pannello e chiudere con un pezzo su misura e sormonti sigillati. La sostituzione pulita si fa dove il pannello è accessibile da un'estremità. Vale la pena tenere qualche pannello di riserva a fine cantiere, perché la stessa greca e lo stesso colore a distanza di anni raramente si ritrovano identici.