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PRC.56 · Processo Costruttivo

Pergolati e Strutture in Legno per Esterni

In una struttura di legno all'aperto non si progetta il legno: si progetta l'acqua. Ogni dettaglio che la trattiene diventa un punto di marcescenza, e la durabilità è quasi tutta una questione di geometria — testate coperte, appoggi rialzati, superfici che sgrondano — molto prima che di specie legnosa e di trattamento. La seconda verifica non è il peso: è il vento, perché una pergola coperta è una vela.

Nemico reale
acqua ferma nei dettagli, non la pioggia che scorre
Punti critici
piede del montante e testata di trave, quasi sempre in quest'ordine
Regola geometrica
il legno non tocca mai terra né calcestruzzo
Verifica dominante
vento in sollevamento, non peso proprio

Panoramica

TAV. 00

Il processo copre pergolati, tettoie e strutture leggere in legno esposte all'aperto, dalla scelta della classe d'uso fino al piano di manutenzione. Le due verifiche che governano tutto sono meno ovvie di quanto sembri: la prima è il percorso dell'acqua, che decide dove il legno marcirà fra dieci anni, la seconda è l'azione del vento, che nelle strutture leggere e coperte produce sollevamento invece di carico e ribalta la logica degli ancoraggi. Le fasi sono ordinate su questo: prima si stabilisce quanto il legno sarà bagnato, poi si costruisce un piede che non lo tenga mai a contatto con l'acqua, poi si eseguono nodi che sgrondano, poi si controventa e si ancora a strappo. La finitura arriva alla fine e non sostituisce nessuna di queste scelte: le prolunga soltanto.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA0 strati su 5 in opera

Il dettaglio del gestoTre condizioni, tre risposte

COPERTOESPOSTOA TERRASTESSA PERGOLA, CLASSI DIVERSE
01Settimane 1-2

Stabilire quanto il legno sarà bagnato

La prima decisione non riguarda la specie ma l'esposizione. Un elemento sotto una copertura continua, uno esposto alla pioggia ma ben sgrondante e uno a contatto permanente con il terreno stanno in tre condizioni completamente diverse, e richiedono tre risposte diverse in termini di durabilità naturale o conferita. Si classifica quindi ogni elemento della struttura per la sua condizione reale — non per la media dell'opera — e si assegna a ciascuno la specie o il trattamento adeguato, accettando che nella stessa pergola convivano soluzioni diverse.

Perché si fa cosìLa durabilità non è una proprietà del legno in astratto: è il risultato dell'incontro fra una specie e una condizione di umidità. Il fungo che degrada il legno ha bisogno di un contenuto d'acqua che si raggiunge solo con bagnature ripetute e mancata asciugatura, e la classificazione serve esattamente a individuare dove quella condizione si verificherà.
3 · condizioni di esposizione da distinguere1 · classe assegnata per ogni elemento0 · strutture con una sola classe per tutto
In manoIgrometro a infissione per legnoSchede tecniche delle specie legnoseTabella di classificazione per elementoRilievo dell'ombreggiamento e dei venti dominantiDati climatici locali di piovosità
Classificazione riferita alla stagione più umida, non alla media annua
L’errore che costa caroScegliere una sola specie per tutta la struttura, di solito quella adatta alla condizione meno severa perché costa meno. I montanti a terra cedono dopo pochi anni mentre le travi in alto sono ancora perfette, e la sostituzione dei montanti implica smontare tutto il resto.
Controllo DLChiedere la tabella per elemento e verificare che i montanti a contatto con l'esterno abbiano una classe diversa e superiore rispetto alle travi protette: una tabella con una sola riga non è stata compilata.
Classificazione degli elementi strutturali per condizione di esposizione all'umidità e assegnazione, per ciascuna classe, della specie legnosa o del trattamento di durabilità corrispondente, con restituzione tabellare per elemento.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
14-28 giorniMaturazione dei plinti prima del montaggio dei montanti e del serraggio degli ancoraggi a strappo.
2-4 settimaneAssestamento della struttura e asciugatura superficiale del legno prima dell'applicazione della finitura impregnante.

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TAVOLA 01

Non si progetta il legno, si progetta l'acqua

TAV. G1

Tre dettagli decidono la vita utile di una struttura all'aperto: il piede, la testata e la faccia superiore. Su ciascuno la scelta è fra una geometria che trattiene e una che sgronda, e nessun trattamento compensa la geometria sbagliata.

TRE DETTAGLI, TRE DESTINI01 IL PIEDEa contatto marcisce, rialzato asciuga02 LA TESTATAscoperta beve, inclinata e coperta no03 LA FACCIA ALTApiana raccoglie, in pendenza sgrondaARCHITHECA — PRC.56

Lo schema illustra la logica dei dettagli. Classi di durabilità, sezioni e requisiti prestazionali vanno assunti dal progetto e dalle norme applicabili.

TAVOLA 02

Coprire una pergola significa costruire una vela

TAV. G2

Finché è scoperta, il vento la attraversa. Il giorno in cui riceve un telo o una lamiera, la stessa struttura acquisisce una superficie che il vento può sollevare, e gli ancoraggi passano dal lavorare in compressione al lavorare a trazione.

A — SCOPERTAil vento attraversa: nessuna azione rilevanteB — COPERTAil vento solleva: ancoraggi a trazione e controventiARCHITHECA — PRC.56

Lo schema illustra il cambio di regime. Azioni di calcolo, coefficienti e verifiche degli ancoraggi vanno assunti dal progetto e dalle norme applicabili.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
PT.01Marcescenza del piede del montante. Il legno appoggiato o annegato nel calcestruzzo assorbe umidità dalla testata e non asciuga mai. Il degrado avanza dall'interno e quando diventa visibile all'esterno la sezione portante è già ridotta: è la patologia più frequente e la più costosa, perché la sostituzione richiede di smontare tutto ciò che sta sopra.
PT.02Degrado della testata di trave. La superficie di testa rivolta verso l'alto assorbe acqua molte volte più in fretta di una faccia laterale, e concentra i cicli di bagnatura proprio sull'appoggio, dove la trave lavora di più. Il difetto si previene con un taglio inclinato o una copertina, non con la finitura.
PT.03Colature scure da incompatibilità fra tannini e ferramenta. Su rovere e castagno l'acciaio zincato reagisce con i tannini e produce macchie permanenti sotto ogni connessione. Non è un difetto strutturale ma è irreversibile, e ridisegna l'aspetto della struttura nel giro di una stagione.
PT.04Sollevamento della copertura per azione del vento. Una copertura aggiunta a una struttura progettata scoperta trasforma il pergolato in una superficie portante il vento. Gli ancoraggi, dimensionati per la compressione, si trovano a lavorare a trazione e cedono in corrispondenza dell'evento più intenso della stagione.
PT.05Deformazione per umidità differenziale fra le facce. Un elemento bagnato su un lato e asciutto sull'altro si incurva, perché il legno si ritira in modo diverso nelle due facce. Il fenomeno è tanto più marcato quanto più la finitura è stata applicata su un solo lato, cosa che accade sempre quando si vernicia a struttura già montata.

Domande da cantiere

TAV. Q
Meglio legno impregnato in autoclave o legno modificato?

Dipende da dove sta l'elemento e da cosa ci sta sotto. L'impregnazione in autoclave conferisce durabilità con prodotti chimici e costa meno; le modifiche termica e acetilata ottengono un risultato paragonabile agendo sulla struttura del legno, senza biocidi, e costano di più. Sopra un orto, una zona giochi o una vasca, la differenza pesa; su un montante nascosto molto meno.

Ogni quanto va rifatta la finitura?

Non esiste un intervallo unico, e chi lo promette sta semplificando. Le facce esposte a sud e a ovest consumano il prodotto molto più in fretta di quelle a nord, e le superfici orizzontali più di quelle verticali. Il criterio pratico è osservare: quando l'acqua smette di perlare e comincia a scurire il legno, quella faccia va ripresa, indipendentemente dal calendario.

Serve davvero un plinto sotto ogni montante?

Serve qualcosa che tenga il legno staccato dal terreno e che resista al sollevamento del vento. Su una pergola scoperta e piccola può bastare un ancoraggio a un massetto esistente; su una struttura coperta il plinto non è solo appoggio, è zavorra e ancoraggio a strappo insieme, e a quel punto le sue dimensioni le decide la verifica al vento, non l'abitudine.

Il legno diventato grigio è rovinato?

No. Il grigio è la lignina superficiale degradata dai raggi ultravioletti e dilavata dalla pioggia: interessa una frazione di millimetro e non tocca la sezione portante. È un fatto estetico, e in molte specie è esattamente l'aspetto che ci si aspetta con il tempo. La cosa da guardare non è il colore ma il piede dei montanti e le testate, dove il degrado non è superficiale.

Materiali coinvolti

TAV. M