Platea Controterra Impermeabile con Bentonite
Sotto il livello di falda non esiste la manutenzione: quello che si posa prima del getto resta lì per sempre. Per questo la bentonite non è una guaina come le altre — non si incolla, si lascia gonfiare, e funziona solo se qualcuno le impedisce di farlo liberamente.
Panoramica
TAV. 00Una platea controterra impermeabile è il punto del cantiere in cui l'errore è più caro: l'impermeabilizzazione finisce sotto migliaia di tonnellate di calcestruzzo e non sarà mai più raggiungibile. I pannelli bentonitici risolvono il problema con un principio diverso da quello delle membrane: contengono argilla sodica granulare che, a contatto con l'acqua, si espande di dieci-quindici volte. Se quell'espansione è libera, l'argilla si disperde e non serve a nulla; se è contrastata dal peso della platea, diventa un gel denso e continuo che sigilla anche le forature accidentali. Da qui discende tutto: la posa asciutta, il getto ravvicinato, lo spessore minimo di confinamento e la cura maniacale dei passanti, che sono l'unico punto dove l'acqua trova un percorso preferenziale.
La partitura di posa
TAV. HIl dettaglio del gestoil bordo che nessuno prevede
Il piano di posa
Getto del magrone su terreno compattato, lisciatura, rimozione di ferri sporgenti e detriti, verifica delle quote e dei bordi di risvolto.
Sul magrone non si cammina con i ferri in mano. Ogni graffio che fai adesso, fra tre settimane è sotto ottocento tonnellate.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
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Il principio, in due disegni
Perché la bentonite tiene solo se è confinata
L'argilla sodica gonfia di dieci-quindici volte quando incontra l'acqua. Se può espandersi liberamente, si disperde in una sospensione che l'acqua porta via: è esattamente quello che succede ai pannelli lasciati sotto la pioggia. Se invece l'espansione è contrastata dal peso della platea, la stessa quantità di argilla si compatta in un gel denso e continuo, che si insinua nelle irregolarità del calcestruzzo e sigilla anche i fori dei chiodi. Il confinamento non è un accorgimento: è il meccanismo.
Schema di principio. È anche il motivo per cui i pannelli bentonitici non si usano su superfici che non riceveranno un carico permanente: senza confinamento non c'è sistema, c'è solo argilla.
Tre modi di dire di no all'acqua
Bentonite, membrana, calcestruzzo impermeabile
Sotto falda si sceglie fra tre strategie, e ognuna sposta il rischio in un punto diverso. La membrana è una barriera continua, ottima finché è integra, ma se si buca l'acqua viaggia fra membrana e getto e sbuca lontano. Il calcestruzzo a tenuta idraulica sposta il problema sulla qualità del getto e sulle riprese. La bentonite aderisce al calcestruzzo e si autoripara, ma pretende confinamento e posa asciutta. La scelta non è fra buono e cattivo: è fra rischi che si sanno gestire e rischi che non si sanno gestire.
Confronto qualitativo fra strategie, non fra prodotti. Nei casi più gravosi — falda in pressione, ambienti che non tollerano alcuna infiltrazione — le tre soluzioni si combinano, con un sistema di monitoraggio e iniezione predisposto in fase di getto.
Come invecchia (e cosa lo tradisce)
TAV. PDomande da cantiere
TAV. QServe davvero l'analisi dell'acqua di falda?
Sì, ed è una delle poche prove che costa poco e cambia la scelta del prodotto. La bentonite sodica gonfia benissimo in acqua dolce, molto meno in acqua salina o fortemente mineralizzata, e quasi per niente in presenza di certi contaminanti. In quei casi si usano bentoniti modificate o si cambia strategia. Scoprirlo dopo il getto significa scoprire un problema che non ha soluzione economica.
Quanto calcestruzzo serve sopra perché il confinamento sia sufficiente?
L'ordine di grandezza corrente è una trentina di centimetri di platea, ma il numero utile non è lo spessore: è la pressione permanente che grava sul pannello. Per questo il punto critico non è mai il centro della platea, dove il carico abbonda, ma i bordi, i risvolti verticali e le zone di spessore ridotto. È lì che va verificato il dato con la scheda tecnica del sistema, non a metà campo.
Se un pannello si buca durante il montaggio dei ferri, cosa si fa?
Piccole forature da chiodo si richiudono da sole quando il sistema si attiva, ed è il vantaggio principale della bentonite rispetto a una membrana. Uno strappo vero, invece, si ripara subito: si applica mastice bentonitico e si sovrappone una pezza di pannello ben oltre il bordo del danno. La regola è non contare sull'autoriparazione per giustificare la trascuratezza: funziona sui fori, non sulle lacerazioni.
Si può posare la bentonite in inverno?
Sì, ed è anzi uno dei suoi vantaggi rispetto alle membrane bituminose, che a basse temperature diventano rigide e difficili da saldare. Il vincolo non è il freddo ma l'acqua: neve sciolta, scavo che allaga di notte, gelo che alterna. Un pannello che gela dopo essersi bagnato è un pannello da sostituire. In inverno, quindi, si posa a campi piccoli e si getta subito.