Parete monostrato in blocchi di calcestruzzo cellulare (CAA): un conglomerato minerale espanso in autoclave in cui milioni di microcelle d'aria chiuse abbassano la conduttività fino a valori da isolante, pur restando un materiale portante e incombustibile. Leggerissimo e lavorabile, si posa a giunto sottile e unisce in un solo strato struttura, tenuta e isolamento termico.
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
Parete monostrato in blocchi di calcestruzzo cellulare (CAA): un conglomerato minerale espanso in autoclave in cui milioni di microcelle d'aria chiuse abbassano la conduttività fino a valori da isolante, pur restando un materiale portante e incombustibile. Leggerissimo e lavorabile, si posa a giunto sottile e unisce in un solo strato struttura, tenuta e isolamento termico.
Il calcestruzzo cellulare - o calcestruzzo aerato autoclavato (CAA) - nasce da un impasto di cemento, calce, sabbia finissima e acqua a cui si aggiunge un agente espandente (polvere d'alluminio) che sviluppa bollicine di idrogeno. L'impasto «lievita» come un pane, poi viene tagliato in blocchi e cotto in autoclave a vapore. Il risultato è un materiale minerale per oltre l'ottanta per cento fatto d'aria, fitto di celle chiuse, che porta carico e isola allo stesso tempo.
La conduttività di un solido cala drasticamente se lo si riempie d'aria immobile. Nel CAA le microcelle, chiuse e uniformemente distribuite, interrompono di continuo il percorso del calore attraverso la matrice solida e impediscono i moti convettivi: la conduttività scende fino a 0,09-0,13 W/mK, valori da pannello isolante in un elemento che è anche struttura. La densità bassissima (300-500 kg/m³) rende il blocco leggero e facile da movimentare, tagliare e fresare con utensili manuali.
I blocchi, rettificati a facce piane e parallele, si posano con un giunto di malta-colla di pochi millimetri steso a pettine, spesso con incastri maschio-femmina a secco sui giunti verticali. Il giunto sottile è essenziale: una malta tradizionale a giunto spesso, ben più conduttiva del blocco, ricucirebbe una griglia di ponti termici. Architravi, cordoli e mazzette si risolvono con blocchi a «U» usati come cassero a perdere e con elementi isolanti che ricostituiscono la continuità.
Il CAA è incombustibile (Euroclasse A1) e, a parità di spessore, offre resistenze al fuoco elevate: è il materiale d'elezione per i compartimenti. È però molto poroso e assorbe acqua con facilità, perciò va protetto dalla pioggia battente e dalla risalita con intonaci traspiranti, zoccolature idrofughe e un corretto distacco dal terreno. Anche i fissaggi richiedono attenzione: la bassa densità impone tasselli specifici a maggiore superficie, mentre i carichi concentrati vanno ripartiti.
Nel blocco cellulare la temperatura scende dolcemente e con continuità: milioni di microcelle d’aria chiuse spezzano il percorso del calore nella matrice minerale e bloccano la convezione, così un solo strato isola e porta insieme. Il punto di rugiada cade nell’intonaco esterno traspirante, dove l’umidità asciuga verso fuori, mentre la massa del blocco mantiene calda la faccia interna e sfasa il calore estivo.
I blocchi rettificati, a facce piane e parallele, si incollano con un giunto di pochi millimetri steso a pettine sul letto; i giunti verticali si incastrano a secco con maschio-femmina. Il giunto sottile evita il ponte termico del giunto di malta spesso.
Sopra l’apertura un blocco di CAA a «U» fa da cassero a perdere: si arma e si riempie di calcestruzzo per formare l’architrave, mantenendo lo stesso materiale in faccia così l’isolamento resta continuo e non si crea un ponte termico.
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