Definisce la procedura di classificazione della reazione al fuoco dei prodotti da costruzione tramite le Euroclassi (A1, A2, B, C, D, E, F), integrate dalle classi aggiuntive di produzione di fumo (s1-s3) e di gocciolamento di particelle ardenti (d0-d2). È il riferimento per la marcatura CE relativa alla reazione al fuoco.
Si applica ai prodotti da costruzione e agli elementi costruttivi che devono dichiarare la propria reazione al fuoco (es. ai fini della marcatura CE). Fornisce il linguaggio di classificazione europeo comune richiamato dalle regole nazionali di sicurezza antincendio (es. il Codice di Prevenzione Incendi).
La norma ordina i prodotti su una scala di Euroclassi decrescente, dal materiale che non contribuisce all'incendio a quello altamente infiammabile, e affianca a questa due sottoclassificazioni che descrivono la produzione di fumo e il gocciolamento di particelle ardenti. Qui ne descriviamo la logica — senza riprodurre tabelle né valori, che restano contenuto protetto della norma.
Capire come è costruita questa norma significa capire un linguaggio che ricorre ovunque nella sicurezza antincendio: le Euroclassi. Sono il modo standardizzato, valido in tutta l'Unione Europea, per dire quanto un materiale contribuisce a un incendio.
La classe principale (la lettera) racconta solo una parte della storia. Per i materiali dalla A2 alla D, la norma chiede di dichiarare anche due comportamenti che in un incendio reale possono essere decisivi: quanto fumo producono e se rilasciano gocce ardenti. Sono le sottoclassi s (smoke) e d (droplets).
| Sigla | Cosa descrive | Logica |
|---|---|---|
| s1 → s3 | Produzione di fumo | da scarsa (s1) a elevata (s3) |
| d0 → d2 | Gocciolamento ardente | da assente (d0) a significativo (d2) |
La reazione al fuoco (questa norma) misura quanto un materiale contribuisce all'incendio; la resistenza al fuoco — classificata da UNI EN 13501-2 — misura per quanto tempo un elemento vi resiste. Le due norme sono complementari: insieme forniscono il vocabolario completo con cui le regole antincendio fissano i requisiti.
La reazione al fuoco (oggetto di questa norma) misura quanto un materiale contribuisce all'incendio: è una proprietà del prodotto. La resistenza al fuoco misura invece per quanto tempo un elemento continua a svolgere la sua funzione (capacità portante, compartimentazione) durante l'incendio, ed è classificata da altre norme con i criteri R, E, I.
No. La classe richiesta dipende dall'applicazione ed è fissata dalle regole di sicurezza antincendio (es. il Codice di Prevenzione Incendi) per quello specifico impiego, non da questa norma. Questa norma fornisce solo il linguaggio di classificazione; non impone quale classe utilizzare.
Perché la sola classe principale non basta: in un incendio reale contano anche il fumo e le gocce ardenti. Le sottoclassi aggiuntive (s per il fumo, d per il gocciolamento) completano la classificazione per le classi interessate.
No: è una delle misure. Le regole antincendio (es. il Codice di Prevenzione Incendi) la combinano con la resistenza al fuoco, l'esodo, la rivelazione e altre misure. La classe di reazione riguarda il prodotto, non l'intero edificio.