Parete divisoria non portante costruita a secco: un'orditura di montanti metallici, rivestita su entrambe le facce da lastre, con lana minerale nella cavità. Leggera, rapida, ispezionabile e facilmente modificabile, ottiene isolamento acustico e resistenza al fuoco dalla stratificazione, non dalla massa.
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
Parete divisoria non portante costruita a secco: un'orditura di montanti metallici, rivestita su entrambe le facce da lastre, con lana minerale nella cavità. Leggera, rapida, ispezionabile e facilmente modificabile, ottiene isolamento acustico e resistenza al fuoco dalla stratificazione, non dalla massa.
La partizione a secco rovescia la logica della muratura: invece di affidare le prestazioni alla massa di un unico materiale, le costruisce per stratificazione di elementi leggeri. Un'orditura metallica regge le lastre; la cavità ospita lana minerale e gli impianti; il numero e il tipo di lastre regolano fuoco e acustica. È un sistema progettabile «a strati», dove ogni prestazione si aggiunge senza appesantire la struttura dell'edificio.
Il segreto del fonoisolamento a secco non è la massa, ma il disaccoppiamento. Le due facce di lastre (massa) sono separate dalla cavità con lana minerale (molla): l'energia sonora che fa vibrare la prima lastra viene in gran parte dissipata e non trasmessa alla seconda. Si ottengono così, con pochi centimetri e pochi chili, prestazioni che una muratura raggiungerebbe solo con grande spessore. La prestazione si perde però per i «cortocircuiti» acustici: giunti non sigillati, scatole elettriche contrapposte, montanti troppo rigidi.
La resistenza al fuoco (classe EI) di una partizione a secco è data dalle lastre, non dall'orditura. Le lastre — in gesso rivestito, in gessofibra o in silicato di calcio — contengono acqua di cristallizzazione che, evaporando, mantiene fredda la lastra finché non è consumata, ritardando il passaggio del calore. Aumentando il numero di strati e usando lastre specifiche (tipo F, ad alta resistenza) si raggiungono EI 60, 90 o 120. I giunti sfalsati tra gli strati e la corretta stuccatura sono parte integrante della prestazione certificata.
Costruire a secco significa assemblare componenti, non impastare e attendere maturazioni. I vantaggi sono la velocità, l'assenza di acqua e tempi di asciugatura, il peso ridotto (un decimo di una muratura equivalente) che scarica meno la struttura, e la reversibilità: la parete si smonta, si sposta e si ricicla. In cambio richiede precisione di montaggio e cura dei dettagli — fissaggi, sigillature, bande resilienti al perimetro — perché è lì, e non nella massa, che risiede la prestazione.
Le due lastre (massa) sono disaccoppiate dalla lana minerale nella cavità (molla): l’energia sonora che fa vibrare la prima faccia viene dissipata e non passa alla seconda. Pochi centimetri e pochi chili raggiungono il fonoisolamento di una muratura ben più spessa — purché nessun giunto o impianto crei un ponte rigido.
Al perimetro la guida si fissa al solaio interponendo una banda resiliente che disaccoppia la parete dalla struttura; un cordolo di sigillante chiude il giunto tra lastra e solaio, evitando i ponti acustici.
La prestazione si difende nei dettagli: i giunti del secondo strato si sfalsano rispetto al primo e si stuccano, e le scatole elettriche delle due facce non vanno mai contrapposte, per non aprire un varco al suono.
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