Il pavimento in legno — il parquet — è una finitura in tavole di legno, calda e viva sotto il piede. Massello o prefinito, incollato o flottante su un sottofondo piano e asciutto, porta il calore di un materiale naturale e rinnovabile, che a distanza di decenni si può levigare e rifinire. Il suo fascino è il legno; la sua riuscita sta tutta nel controllo dell'umidità, perché il legno «lavora».
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
Il pavimento in legno — il parquet — è una finitura in tavole di legno, calda e viva sotto il piede. Massello o prefinito, incollato o flottante su un sottofondo piano e asciutto, porta il calore di un materiale naturale e rinnovabile, che a distanza di decenni si può levigare e rifinire. Il suo fascino è il legno; la sua riuscita sta tutta nel controllo dell'umidità, perché il legno «lavora».
Il pavimento in legno — il parquet — è una finitura in tavole di legno, calda e viva sotto il piede. Può essere massello o multistrato (prefinito), incollato o flottante su un sottofondo piano e asciutto. Il suo fascino sta nel materiale naturale; la sua riuscita, nel controllo dell'umidità.
Il legno si dilata con l'umidità e si ritira col secco: per questo il parquet si posa stagionato alla giusta umidità e con giochi perimetrali che ne lascino il movimento, nascosti dal battiscopa. Un massetto troppo umido o l'assenza di una barriera al vapore fanno imbarcare le tavole e aprire le fughe — il difetto più comune.
Tutto dipende dal sottofondo: un massetto maturo, asciutto (umidità misurata) e planare. La posa incollata a totale bagnatura dà stabilità e un buon comportamento acustico; quella flottante è più rapida ma più «rumorosa». Sotto, un materassino resiliente migliora il calpestio verso il piano inferiore.
Sul riscaldamento radiante servono legni e spessori adatti e una posa incollata, per non isolare il calore. La finitura (olio o vernice) protegge e definisce l'aspetto. Il grande pregio del legno è la riparabilità: a distanza di anni si può levigare e rifinire, tornando come nuovo.
Il legno è igroscopico: assorbe l’umidità dall’aria e la restituisce, gonfiando quando è umido e ritirandosi quando è secco. Un pavimento posato troppo umido si ritira asciugando e le fughe si aprono; uno posato troppo secco poi rigonfia e può imbarcarsi o sollevarsi. Per questo il parquet si posa stagionato a un’umidità in equilibrio con l’ambiente, su un massetto asciutto e misurato e sopra una barriera al vapore, e per questo si lascia un gioco perimetrale — nascosto dal battiscopa — perché tutto il pavimento respiri e si muova come un corpo solo senza spingere sui muri. Controlla l’umidità e il legno si comporta; ignorala ed è il difetto più comune di tutti.
Su un massetto asciutto e planare si stende una barriera all’umidità, poi le tavole si incollano a totale bagnatura — niente vuoti, che suonerebbero a vuoto e lascerebbero muovere la tavola. Un materassino resiliente sotto il massetto taglia il calpestio verso il piano sotto. L’asciuttezza del massetto, misurata, è la premessa di tutto.
Alla parete le tavole si fermano staccate, lasciando un gioco di dilatazione che permette a tutto il pavimento di gonfiarsi e ritirarsi senza imbarcarsi né spingere sul muro; il battiscopa lo copre. È il piccolo dettaglio invisibile che tiene piano un pavimento di legno per anni.
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