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D.M. 1444/1968

Limiti inderogabili di densità, altezza, distanza tra i fabbricati e standard urbanistici

VigenteEdilizia & TitoliLegge/DecretoCogente● Verificato

Abstract

TAV. 00

Fissa i limiti inderogabili che gli strumenti urbanistici comunali devono rispettare: densità edilizia, altezze, distanze tra i fabbricati e dotazioni minime di spazi pubblici (standard urbanistici). Suddivide il territorio in zone territoriali omogenee (A–F).

Campo di applicazione

TAV. 01

Si applica alla pianificazione urbanistica comunale e ai nuovi interventi edilizi. Resta in vigore in forza del Testo Unico Edilizia (D.P.R. 380/2001). I Comuni e le Regioni non possono derogare in senso meno restrittivo ai limiti minimi (es. la distanza tra fabbricati), ma possono prevedere prescrizioni più rigorose.

Approfondimento

TAV. A

Se il Testo Unico stabilisce con quale titolo si costruisce, il D.M. 1444/1968 stabilisce con quali limiti. È una norma del 1968 ma ancora oggi un riferimento quotidiano, soprattutto per tre cose: la suddivisione del territorio in zone, le distanze minime tra edifici e gli standard di spazi pubblici.

Le zone territoriali omogenee

Il decreto classifica ogni porzione di territorio in una zona omogenea, e da questa dipendono densità, altezze e dotazioni minime di spazi pubblici.

Le zone omogenee (A-F)
ZonaCosa indica
Acentri storici e di interesse ambientale
Bparti del territorio già edificate (di completamento)
Cparti destinate a nuovi insediamenti (espansione)
Dinsediamenti produttivi / industriali
Ezone agricole
Fattrezzature e servizi di interesse generale
Sintesi redazionale a scopo informativo.

La distanza dei 10 metri

L'art. 9 e i 10 metri

Per le nuove costruzioni (escluse le zone A) il decreto impone una distanza minima assoluta di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Si noti la formula esatta dell'art. 9, n. 2: «pareti finestrate e pareti» — non occorre che entrambe le pareti fronteggianti abbiano finestre, ne basta una. È una delle prescrizioni più litigate dell'urbanistica italiana. Il singolo Comune non può ridurla: può solo prescrivere distanze maggiori. Dal 2013, però, l'art. 2-bis del D.P.R. 380/2001 consente a Regioni e Province autonome di dettare disposizioni derogatorie, purché nell'ambito della definizione o revisione degli strumenti urbanistici. Prima di concludere si verifica quindi sempre anche la legge regionale.

Gli standard urbanistici

Accanto a zone e distanze, il decreto impone agli strumenti urbanistici una dotazione minima di spazi pubblici proporzionata agli abitanti insediabili: per gli insediamenti residenziali, almeno 18 mq per abitante, ripartiti tra istruzione, attrezzature di interesse comune, verde e sport, parcheggi. Le zone produttive e direzionali seguono criteri diversi. A questi si aggiungono i limiti di densità edilizia e di altezza, differenziati per zona.

Standard minimi per abitante (insediamenti residenziali)
Destinazionemq/abitante
Istruzione (asili, scuole dell'obbligo)4,5
Attrezzature di interesse comune2,0
Verde attrezzato e sport9,0
Parcheggi2,5
Totale18,0
Valori minimi fissati dal decreto per le zone residenziali; sintesi redazionale.
NOTA

Il D.M. 1444/1968 è strettamente legato al Testo Unico Edilizia (che lo mantiene in vigore) e agli strumenti urbanistici comunali (PRG/PGT), che ne recepiscono e dettagliano i limiti. È il ponte tra la norma nazionale e la pianificazione locale.

Punti chiave

TAV. K
  • Suddivide il territorio in zone omogenee A (centri storici), B, C, D, E, F
  • Distanza minima assoluta di 10 m tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti (art. 9): basta che una sola delle due sia finestrata
  • Tuttora vigente in forza dell'art. 136 del Testo Unico; i limiti sono derogabili solo dalle Regioni, nei casi dell'art. 2-bis del D.P.R. 380/2001
  • Standard minimi di spazi pubblici: almeno 18 mq per abitante negli insediamenti residenziali

Sistemi costruttivi che la applicano

TAV. S
S-37Micropali (sottofondazione)S-31Fondazione a plinti isolatiS-23Fondazione a travi rovesceS-34Vespaio aerato (pavimento contro terra)

Tracce d'esame che la chiamano in causa

TAV. E

Dove questa norma compare nelle prove d'esame di abilitazione passate — studi la norma, non solo il tema.

2026 · I sess.Due tracce: una scuola di danza con sala teatrale, una casa-museo con atelierUniversità della Campania "Luigi Vanvitelli" (Aversa)2025 · I sess.Residenza sociale in un comparto da rigenerarePolitecnico di Milano2025 · II sess.Riuso di un complesso produttivo dismesso al margine del Parco SudPolitecnico di Milano2025 · I sess.Nuovo edificio residenziale su lotto angolare, in dialogo con un edificio vincolatoPolitecnico di Torino2025 · I sess.Tre temi: casa a schiera, villa isolata, sede municipale con piazzaUniversità "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara2025 · II sess.Due temi: villa bifamiliare con corte, palazzina su pilotisUniversità "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara2025 · I sess.Tre temi: un padiglione pubblico, il recupero di un ex-fienile, il masterplan dell'ex MercafirUniversità degli Studi di Firenze2025 · II sess.Tre temi: una biblioteca di quartiere, un ex-fienile toscano, la trasformazione del Soccorso a PratoUniversità degli Studi di Firenze2025 · II sess.Villa per un artista sul Carso triestinoUniversità degli Studi di Trieste2025 · II sess.Casa bifamiliare con corte interna in ambito periurbanoUniversità della Campania "Luigi Vanvitelli" (Aversa)2025 · I sess.Abitazione unifamiliare in zona agricola (nuova costruzione)Università di Bologna2025 · I sess.Completamento di un edificio residenziale su struttura già avviataUniversità di Bologna2025 · II sess.Residenza bifamiliare nZEB in ambito urbano consolidato a ModenaUniversità di Bologna2024 · I sess.Due temi: residenza temporanea per l'ospedale Besta, recupero di una cascina a cortePolitecnico di Milano2024 · I sess.Due temi: fabbricati residenziali lungo il fiume, edificio pubblico multifunzionalePolitecnico di Torino2024 · II sess.Due temi: fabbricato misto artigianato-residenza, edificio direzionale produttivoPolitecnico di Torino2024 · II sess.Quattro temi: centro sulla Francigena, restauro di un faro, residenza storica, recupero a SoranoUniversità degli Studi di Firenze2024 · I sess.Quattro 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Trieste2019 · I sess.Il plesso scolastico: scuola elementare, palestra, mensaUniversità di Bologna2019 · II sess.Tre spazi per la città: casa dell'artista, risalita alla rocca, albergo in cortinaUniversità di Bologna2018 · II sess.Tre temi: osservatorio costiero, case “che crescono”, copertura del mercato di PineroloUniversità degli Studi di Genova2018 · I sess.Tre case unifamiliari: a schiera, in forte pendenza, a patioUniversità di Bologna2018 · II sess.Tre temi: atelier in un ex deposito, ricostruzione di un lotto porticato, student houseUniversità di Bologna2017 · I sess.Tre temi: distretto di trasformazione a Sampierdarena, biblioteca civica, recupero ruraleUniversità degli Studi di Genova2017 · I sess.Tre tipologie residenziali: schiera, blocco, case a patioUniversità di Bologna2017 · II sess.Tre recuperi: sala di quartiere, casolare B&B, sala civica sulla piazzaUniversità di Bologna2016 · II sess.Tre temi: riuso di un attico, insediamento commerciale, residenza su pendio a 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(Aversa)2013 · I sess.Casa-laboratorio: abitazione e spazio di lavoro su un duplexUniversità della Campania "Luigi Vanvitelli" (Aversa)2012 · I sess.Tre temi: ville a schiera, residenza plurifamiliare a ballatoio, restauro di una chiesa romanicaUniversità della Campania "Luigi Vanvitelli" (Aversa) · in verifica2009 · I sess.Concorsi reali d'architettura come temi d'esameUniversità degli Studi di Napoli Federico II2008 · I sess.Tre temi: una chiesa sul mare, un parco con teatro all'aperto, un centro civico di quartiereUniversità degli Studi di Napoli Federico II2007 · I sess.Spazi del dialogo: un'aula per le religioni, un recupero rurale, un quartiere multietnicoUniversità degli Studi di Napoli Federico II2007 · I sess.Edificio residenziale in linea con negozi al piano terraUniversità della Campania "Luigi Vanvitelli" (Aversa)

Domande frequenti

TAV. Q
La distanza di 10 metri è sempre obbligatoria?

Si applica alle nuove costruzioni, fuori dalle zone A, quando una parete finestrata fronteggia la parete di un altro edificio: l'art. 9, n. 2 dice «pareti finestrate e pareti di edifici antistanti», quindi non occorre che entrambe abbiano finestre. Il Comune non può ridurla, può solo imporre distanze maggiori. Dal 2013 l'art. 2-bis del D.P.R. 380/2001 permette però a Regioni e Province autonome di prevedere deroghe nell'ambito della definizione o revisione degli strumenti urbanistici: la risposta definitiva sta sempre anche nella legge regionale, non solo nel decreto del 1968.

Cosa sono gli standard urbanistici?

Sono le dotazioni minime di spazi pubblici (verde, parcheggi, scuole, servizi) che il decreto impone in rapporto agli abitanti insediabili. Servono a garantire una qualità minima dell'insediamento e vincolano la pianificazione comunale.

Una norma del 1968 è ancora valida?

Sì. Il D.M. 1444/1968 resta vigente in forza dell'art. 136 del Testo Unico Edilizia ed è quotidianamente applicato, in particolare per zone omogenee e distanze. Il contesto intorno a esso si è però mosso: l'art. 2-bis del Testo Unico, introdotto nel 2013 e più volte integrato, consente a Regioni e Province autonome di dettare disposizioni derogatorie nell'ambito della definizione o revisione degli strumenti urbanistici. È inoltre oggetto di numerose pronunce che ne hanno chiarito la portata.

Quanti spazi pubblici servono per abitante?

Per gli insediamenti residenziali il decreto fissa almeno 18 mq per abitante, ripartiti tra istruzione, attrezzature di interesse comune, verde e sport, parcheggi. Le zone produttive e direzionali seguono criteri diversi, e i Comuni possono prevedere dotazioni maggiori.

Glossario

TAV. G
Zona territoriale omogenea (ZTO)
Categoria in cui il decreto suddivide il territorio (A-F) in base a caratteristiche e destinazione.
Standard urbanistici
Dotazioni minime di spazi pubblici in rapporto agli abitanti, imposte dal decreto.
Distanza tra fabbricati
Distanza minima tra edifici; per le pareti finestrate antistanti l'art. 9 fissa 10 metri.
Inderogabile
Limite che gli strumenti locali non possono ridurre; possono solo renderlo più restrittivo.
Densità edilizia
Il rapporto tra volume edificabile e superficie del lotto o della zona; il decreto ne fissa i limiti massimi, differenziati per zona omogenea.

Scheda dati

Ente
Ministero dei Lavori Pubblici
Tipo
Legge/Decreto
Cogenza
Cogente
Livello
Nazionale
Anno
1968
Leggi il testo ufficiale (gratis) ↗
gazzettaufficiale.it ›
Ultima verifica: 30 mag 2026
Stato: Verificato

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