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PRC.45 · Processo Costruttivo

Protezione Anticorrosiva dell'Acciaio: Zincatura e Sistemi Duplex

Una vernice protegge l'acciaio nascondendolo all'ambiente: dove la pellicola si interrompe, la protezione finisce. Lo zinco lavora in un modo completamente diverso, e capirlo cambia tutte le decisioni successive: si consuma al posto del ferro, quindi continua a proteggerlo anche dove l'acciaio è rimasto scoperto.

Meccanismo dello zinco
si consuma al posto del ferro
Temperatura del bagno
circa 450 gradi
Sistema duplex
dura più della somma dei due
Vincolo dimensionale
la vasca di zincatura

Panoramica

TAV. 00

La corrosione dell'acciaio non è un fenomeno chimico generico ma un processo elettrochimico: perché avvenga servono un metallo, dell'acqua e dell'ossigeno, e nel momento in cui due metalli diversi sono in contatto elettrico si stabilisce una gerarchia per cui uno dei due si consuma e l'altro resta intatto. Tutta la protezione dell'acciaio in edilizia si costruisce su questi due fatti. Le vernici agiscono per barriera: interrompono il contatto fra il metallo e l'ambiente, e la loro efficacia dipende interamente dalla continuità della pellicola, che è anche il loro limite, perché un graffio o uno spigolo scoperto vanificano localmente il sistema. La zincatura a caldo agisce invece per sacrificio: lo zinco è meno nobile del ferro, quindi in presenza di umidità si ossida per primo e, finché ce n'è, protegge anche le zone in cui il rivestimento manca. È la ragione per cui un pezzo zincato graffiato non arrugginisce nel graffio, cosa che invece un pezzo verniciato fa immediatamente. Da queste due logiche nasce il sistema duplex, cioè la verniciatura applicata sopra la zincatura, che non è semplicemente la somma dei due ma un sistema in cui ciascuno copre il punto debole dell'altro.

La partitura di posa

TAV. H
NON IN SCALA1 strato su 5 in operaAcciaio strutturale

Il dettaglio del gestoi fori che salvano il pezzo

SENZA FORIaria e vapore in pressioneCON SFIATO E DRENAGGIOl'aria esce, lo zinco entra e poi cola
01Settimane 1-2

Progettare il pezzo perché possa essere zincato

Si verifica che ogni elemento entri nella vasca disponibile e si predispongono i fori di sfiato e di drenaggio in tutte le sezioni chiuse. Si evitano sovrapposizioni non saldate con continuità, si scelgono acciai con composizione adatta e si definiscono i punti di sospensione per l'immersione.

Perché si fa cosìLa zincatura non è un trattamento che si applica a un pezzo già fatto: è una condizione che il pezzo deve poter sopportare, e va prevista mentre lo si disegna. Il vincolo più banale è dimensionale, perché l'elemento deve entrare in una vasca fisica, e scoprire in officina che una trave è più lunga del bagno significa doverla tagliare e giuntare in opera, cioè cambiare il progetto. Il vincolo più serio, però, riguarda le sezioni chiuse. Un tubo o un cassone senza fori viene immerso in un bagno a circa quattrocentocinquanta gradi con dentro aria e umidità: l'aria si dilata violentemente e l'acqua evapora di colpo, e la sezione chiusa si comporta come un recipiente in pressione. È un rischio grave per chi lavora nell'impianto, oltre che per il pezzo, ed è il motivo per cui i fori di sfiato non sono un dettaglio esecutivo ma una condizione di sicurezza. La terza attenzione riguarda la composizione dell'acciaio, in particolare il tenore di silicio, che governa lo spessore e l'aspetto del rivestimento: acciai diversi escono dal bagno con finiture diverse, e chiedere una superficie omogenea su pezzi di provenienze diverse è una richiesta che non può essere soddisfatta.
ogni sezione chiusa · richiede sfiato e drenaggiovasca · il vincolo dimensionale del progetto
In manodisegni di officina con fori indicaticertificati di composizione dell'acciaio
la zincatura si progetta prima, non si aggiunge dopo
L’errore che costa caroDisegnare telai in tubolare chiuso senza fori di sfiato e drenaggio, contando che li faccia lo zincatore: se li fa lui, li mette dove può e non dove non si vedono.
Controllo DLVerifica che i disegni riportino posizione e diametro dei fori di sfiato e di drenaggio in tutte le sezioni chiuse; controllo delle dimensioni massime rispetto alla vasca e della qualità di acciaio scelta rispetto all'aspetto atteso.
«Il tubo chiuso non lo zinchi: lo fai esplodere. I fori di sfiato non sono un dettaglio, sono sicurezza.»taccuino di cantiere — sintesi redazionale
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
settimane o mesiuna zincatura nuova è troppo liscia e reattiva per essere verniciata subito: deve passivarsi, oppure va preparata meccanicamente, altrimenti la vernice si sfoglia

clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora

La differenza che decide tutto

La vernice copre, lo zinco si sacrifica

TAV. G1

Le due grandi famiglie di protezione dell'acciaio non differiscono per qualità ma per meccanismo, e da questo discende ogni conseguenza pratica. Una verniciatura protegge per barriera: mette una pellicola fra il metallo e l'ambiente, e finché quella pellicola è continua funziona benissimo. Il suo limite è esattamente il suo principio: dove la pellicola si interrompe, per un graffio, uno spigolo mal coperto o un taglio in opera, la protezione lì non esiste più, e la ruggine parte da quel punto e prosegue sotto la vernice sollevandola. La zincatura protegge per sacrificio: lo zinco è meno nobile del ferro, quindi in presenza di umidità si ossida per primo, e nel farlo protegge anche l'acciaio circostante rimasto scoperto. È la ragione per cui un pezzo zincato graffiato non arrugginisce nel graffio, e per cui una zincatura si consuma in modo uniforme e prevedibile invece di cedere in un punto. Da qui una regola pratica: dove ci sarà lavorazione in opera, la zincatura perdona; la vernice no.

VERNICE · BARRIERAla ruggine parte dal graffioe avanza sotto la pellicolaZINCO · SACRIFICIOlo zinco protegge anchel'acciaio scoperto nel graffiodove ci sara lavorazione in opera, la zincatura perdona e la vernice no

Schema qualitativo dei due meccanismi; la scelta della classe di protezione e degli spessori dipende dalla categoria di corrosività dell'ambiente e dalla durabilità richiesta, definite dalla normativa di settore e dal progetto.

Perché conviene sommarli

Duplex: ciascuno copre il punto debole dell'altro

TAV. G2

Mettere una vernice sopra una zincatura non produce semplicemente due protezioni sovrapposte: produce un sistema in cui i due difetti si annullano a vicenda, e questa è la ragione per cui la durata risultante supera nettamente la somma delle due prese separatamente. Il punto debole della vernice è la discontinuità: basta un graffio e sotto comincia la ruggine. Nel duplex quel graffio scopre zinco, non acciaio, quindi non succede nulla di irreparabile. Il punto debole dello zinco è invece il consumo: si ossida lentamente ma senza sosta, e in ambienti aggressivi il suo spessore si esaurisce in tempi prevedibili. Nel duplex lo zinco è schermato dalla pellicola, riceve molta meno umidità e ossigeno, e il suo consumo rallenta sensibilmente. Il risultato è che il sistema non ha più un punto di rottura netto: degrada lentamente e in modo leggibile, il che consente di programmare la manutenzione invece di subire un cedimento. È anche il modo con cui si ottiene un colore senza rinunciare alla durata.

DURATAVERNICEZINCATURASOMMA ATTESADUPLEXil duplex va oltre la somma

Schema qualitativo dell'effetto sinergico; l'entità del guadagno di durata dipende dall'ambiente, dagli spessori e dal ciclo di verniciatura adottato, e va valutata sul caso specifico.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
DEFORMAZIONE IN VASCAIl pezzo torna dalla zincatura fuori squadro o imbarcato: tensioni residue di saldatura o di taglio liberate dallo shock termico dell'immersione (fase 03). La causa è nella sequenza di lavorazione in officina, non nel trattamento.
ZONE NON RIVESTITEMacchie di acciaio nudo che arrugginiscono subito mentre il resto del pezzo è sano: residui di vernice, adesivi o marcature che hanno impedito la reazione di diffusione (fase 02). Non sono correggibili con un secondo passaggio in vasca.
SFOGLIAMENTO DEL DUPLEXLa vernice si stacca a placche dalla zincatura entro la prima stagione: verniciatura eseguita su zinco nuovo, liscio e ancora reattivo, senza preparazione né primer specifico (fase 04). Il distacco porta con sé anche i prodotti di ossidazione formatisi sotto.
CONSUMO AL COLLEGAMENTOLo zinco sparisce in una corona attorno ai bulloni mentre altrove è intatto: coppia galvanica con elementi di collegamento in acciaio inossidabile non isolati (fase 05). Il degrado si concentra nel punto strutturalmente più sollecitato.
RUGGINE BIANCADepositi biancastri e polverulenti fra pezzi appena consegnati: acqua ristagnata fra superfici zincate accatastate a contatto e senza ventilazione (fase 05). Raramente compromette la protezione, ma è la prima causa di contestazione alla consegna.

Domande da cantiere

TAV. Q
Quanto dura una zincatura?

Dipende quasi solo dall'ambiente, ed è la risposta più utile perché permette di ragionare senza tabelle. Lo zinco si consuma per ossidazione a una velocità che dipende da quanto la superficie resta bagnata e da quali sostanze sono presenti nell'aria: in ambiente rurale asciutto il consumo è lentissimo e la protezione dura molti decenni; in ambiente urbano è più rapido; in ambiente industriale o marino, dove sono presenti composti dello zolfo o cloruri, può essere diverse volte più veloce. Poiché il consumo è pressoché lineare nel tempo, la durata attesa si ricava in modo semplice: spessore del rivestimento diviso velocità di consumo dell'ambiente. È questo che rende la zincatura prevedibile in un modo che la verniciatura non è: non c'è un momento in cui cede, c'è un consumo graduale e misurabile. Ed è anche il motivo per cui, negli ambienti più aggressivi, il duplex non è un lusso ma la scelta economicamente corretta: la vernice riduce la quantità di umidità che raggiunge lo zinco e allunga la vita dell'intero sistema molto più di quanto costi.

Si può saldare o forare un pezzo già zincato?

Si può, ma bisogna sapere che si stanno accettando due conseguenze distinte, e che una delle due riguarda la sicurezza delle persone. La prima è tecnica: il calore della saldatura vaporizza lo zinco in una fascia attorno al cordone, lasciando acciaio scoperto in un punto che, per giunta, è spesso quello più sollecitato del pezzo. Quella zona va ripristinata, e il ripristino corretto non è una vernice qualsiasi ma un prodotto ricco di zinco, che riproduce almeno in parte il meccanismo sacrificale invece di limitarsi a fare da barriera. La seconda conseguenza è igienica e va presa sul serio: i fumi di zinco prodotti dalla saldatura sono nocivi e provocano una sintomatologia specifica nota fra i saldatori, quindi la lavorazione richiede aspirazione localizzata e protezione delle vie respiratorie. Detto questo, la regola pratica è semplice e riporta alla fase di progetto: tutto ciò che si può forare, tagliare e saldare prima della zincatura va fatto prima. Le lavorazioni in opera vanno ridotte al minimo indispensabile, e quelle inevitabili vanno messe a preventivo insieme ai loro ripristini.

Perché i pezzi sono venuti di colori diversi?

Perché non sono fatti dello stesso acciaio, anche quando il disegno dice che lo sono. L'aspetto di una zincatura dipende in modo determinante dalla composizione del materiale di base, e in particolare dal tenore di silicio: acciai con silicio basso danno rivestimenti lucidi, brillanti e relativamente sottili; acciai con silicio più alto danno rivestimenti più spessi, grigi e opachi. Poiché il silicio varia da colata a colata anche all'interno della stessa qualità commerciale, due profili acquistati in momenti diversi possono uscire dalla stessa vasca con aspetti nettamente diversi. Questo non è un difetto e non indica una lavorazione mal eseguita: al contrario, il rivestimento più spesso e opaco è spesso quello che durerà di più. Il problema è di aspettative, e si gestisce solo in un modo: dicendolo prima. Se l'uniformità estetica è un requisito, esistono due strade percorribili, cioè approvvigionare tutto il materiale dalla stessa colata, cosa non sempre possibile, oppure prevedere fin dall'inizio un sistema duplex, dove è la vernice a dare l'aspetto finale e la disomogeneità sottostante non si vede.

Zincatura o acciaio inossidabile: come si sceglie?

Sono due strategie diverse e la scelta raramente si gioca sul prezzo del chilogrammo. L'acciaio inossidabile resiste alla corrosione grazie a uno strato di ossido passivo che si rigenera da solo in presenza di ossigeno: è una protezione intrinseca al materiale, che non si consuma nel tempo. La zincatura è una protezione aggiunta e sacrificale, che si consuma e ha quindi una durata calcolabile. Nella maggior parte delle applicazioni strutturali l'acciaio zincato è la soluzione economicamente sensata, perché offre durate nell'ordine dei decenni a una frazione del costo. L'inossidabile diventa la scelta corretta in tre situazioni: quando il consumo dello zinco sarebbe troppo rapido, come in ambiente marino o fortemente industriale; quando l'elemento non sarà mai più accessibile per manutenzione o sostituzione, e quindi deve durare quanto l'edificio; e quando conta l'aspetto a vista nel lungo periodo. La cosa da non fare, invece, è mescolare i due materiali senza pensarci: un bullone inossidabile su una piastra zincata crea una coppia galvanica che consuma lo zinco proprio attorno al collegamento, ed è un errore che si vede pochi anni dopo.

Materiali coinvolti

TAV. M