Struttura in Legno Lamellare a Grande Luce
Il lamellare si progetta in officina e si monta in cantiere: quando arriva in opera non è più modificabile. Ogni foro, ogni intaglio e ogni piastra devono esistere sul disegno mesi prima, perché una trave tagliata sul posto ha perso la sua resistenza.
Panoramica
TAV. 00Il lamellare esiste per una ragione precisa: permette di ottenere elementi di sezione e lunghezza che nessun albero può dare, e con una resistenza più affidabile del massiccio perché i difetti sono distribuiti fra le lamelle invece di concentrarsi in un punto. È questo che lo rende il materiale delle grandi luci: palestre, piscine, capannoni, coperture di impianti sportivi. La conseguenza operativa è che il cantiere cambia natura. Non si costruisce: si assembla. Gli elementi arrivano finiti, con i fori già eseguiti e le piastre già predisposte, e il lavoro in opera è di posizionamento, allineamento e serraggio. Questo significa che la fase decisiva non è il montaggio ma il progetto esecutivo dei nodi, cioè il momento in cui si decide come le forze passano da un elemento all'altro. Un intaglio deciso in cantiere per far passare un tubo può ridurre drasticamente la capacità di una trave, perché taglia le fibre proprio dove lavorano di più. Il secondo tema è l'acqua, e non solo quella della pioggia. Il lamellare teme l'umidità più di qualunque altra cosa, e il punto più vulnerabile è la testa della trave: le fibre di testa assorbono per capillarità molto più in fretta della superficie laterale. Per questo un appoggio che permette all'acqua di ristagnare sotto la testa è il difetto più grave che si possa lasciare, e per questo gli elementi vanno protetti già in trasporto e stoccaggio, non solo a opera finita. Infine c'è il fuoco, dove il legno si comporta meglio della sua reputazione. Bruciando forma uno strato carbonizzato che protegge il nucleo, e la velocità con cui il fronte avanza è nota e prevedibile: si dimensiona la sezione perché dopo il tempo richiesto resti abbastanza legno integro a reggere. È il contrario dell'acciaio, che non brucia ma perde resistenza rapidamente e va protetto.
La partitura di posa
TAV. HIl dettaglio del gestodove il foro si può fare
Il progetto esecutivo dei nodi
Definizione di tutti i collegamenti, dei fori e degli intagli, verifica degli attraversamenti impiantistici e approvazione dei disegni di officina prima della messa in produzione.
«Ogni buco che non è sul disegno, in cantiere è un danno. Chiedilo adesso, che costa un disegno.»taccuino di cantiere — sintesi redazionale
clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora
Meglio della sua reputazione
Perché una trave di legno regge al fuoco meglio di una di acciaio
È il punto su cui il legno subisce il pregiudizio più tenace, e la realtà è quasi opposta all'intuizione. Il legno brucia, certo, ma bruciando forma sulla superficie uno strato carbonizzato che è un pessimo conduttore: quel carbone isola il nucleo e rallenta l'avanzamento del fronte, che procede a una velocità lenta, misurabile e nota. Il risultato è che una sezione grande perde qualche centimetro per lato ma conserva un nucleo integro che continua a portare, e lo fa in modo prevedibile: si dimensiona la trave perché dopo il tempo di resistenza richiesto resti abbastanza materiale sano. L'acciaio invece non brucia affatto, ma è un ottimo conduttore: si scalda in fretta in tutta la sezione e verso le temperature dell'incendio perde gran parte della resistenza, cedendo con poco preavviso. Per questo l'acciaio va protetto con vernici intumescenti o lastre, mentre il lamellare a vista di una palestra spesso non ha bisogno di nulla.
Il corollario progettuale è che nel legno la resistenza al fuoco si compra con la sezione, non con un rivestimento: una trave sovradimensionata è già protetta.
Il vincolo che cambia il cantiere
In officina si decide, in cantiere si assembla
È la differenza culturale più grande fra il lamellare e le tecniche tradizionali, e chi arriva dal calcestruzzo o dalla muratura la sottovaluta sistematicamente. In un getto o in una muratura il cantiere ha margini: si adatta, si aggiunge, si corregge mentre si costruisce. Nel lamellare no. L'elemento arriva incollato, sagomato, forato e trattato, e ogni modifica successiva è una sottrazione di resistenza, perché taglia fibre che erano continue. Questo sposta il baricentro del lavoro a monte, in una fase in cui non c'è ancora niente da vedere: il coordinamento fra strutturista, impiantista e architetto deve chiudersi prima dell'ordine, e le varianti dopo quel momento costano quanto un nuovo elemento e le sue settimane di produzione. Il vantaggio, in cambio, è un montaggio rapidissimo e pulito: una copertura che in altre tecniche richiederebbe mesi si chiude in giorni, senza acqua in cantiere e con pochissimo scarto.
In pratica: se il committente è uno che decide in corso d'opera, il lamellare va scelto sapendolo, perché è la tecnica che meno lo consente.
Come invecchia (e cosa lo tradisce)
TAV. PDomande da cantiere
TAV. QIl lamellare si può lasciare a vista in una piscina?
Sì, ed è uno degli usi in cui dà il meglio, per un motivo che sorprende: negli ambienti con cloro il legno si comporta molto meglio dell'acciaio. L'atmosfera di una piscina coperta è aggressiva verso i metalli, e le corrosioni più insidiose sono quelle che colpiscono gli elementi metallici in tensione, dove il cedimento può essere improvviso. Il legno non si corrode. Restano però due cautele non negoziabili: i collegamenti metallici, che vanno scelti in materiale adeguato all'ambiente, e la ventilazione, perché l'umidità relativa elevata deve essere controllata per non far salire il contenuto d'acqua del legno. La struttura si progetta quindi per la classe di servizio reale, che in una piscina non è quella di un ambiente interno qualsiasi.
Posso far passare un tubo attraverso una trave in lamellare?
Sì, ma solo se il foro è previsto e verificato dal progettista strutturale, e la differenza fra un foro progettato e uno improvvisato è enorme. Contano tre cose: la posizione lungo la trave, perché vicino agli appoggi il taglio è massimo e un foro lì è molto più dannoso che in mezzeria; la posizione nell'altezza della sezione, perché un foro in asse interferisce meno delle zone tese e compresse ai bordi; e il diametro rispetto all'altezza della trave. Un foro fatto in cantiere con la punta lunga perché l'impiantista non aveva alternative è un danno strutturale che nessuno documenta e che si scopre solo se qualcosa va storto. La regola pratica: se non è sul disegno, si ferma il lavoro e si chiede.
Quanto dura una struttura in lamellare?
Indefinitamente, se resta asciutta: esistono strutture lignee in servizio da secoli, e il limite non è mai il materiale in sé ma il dettaglio che ha lasciato entrare l'acqua. Il legno mantenuto sotto una certa umidità non è attaccabile dai funghi e non degrada; sopra quella soglia, il degrado biologico parte e non si ferma da solo. Ne discende che la durabilità di una struttura in lamellare non si compra con un trattamento, si progetta con i dettagli: gronde generose che allontanano l'acqua dalle facciate, teste mai a contatto con materiali umidi, appoggi ventilati, nessuna superficie orizzontale esposta dove l'acqua possa ristagnare. Un trattamento superficiale protegge dai raggi ultravioletti e dall'estetica che scurisce, non da un dettaglio sbagliato.
Perché il lamellare costa più dell'acciaio a parità di luce?
Spesso non costa più, ma il confronto va fatto sul totale e non sul prezzo della struttura, perché le voci che cambiano stanno altrove. A favore del lamellare: peso ridotto, quindi fondazioni più leggere e mezzi di sollevamento minori; nessuna protezione al fuoco da applicare, dove l'acciaio richiede intumescente o lastre con il loro costo e la loro manutenzione; montaggio rapido e pulito, che accorcia il tempo di cantiere; nessuna manutenzione anticorrosiva nel tempo. A sfavore: il costo unitario del materiale è più alto, i tempi di produzione sono lunghi e vanno programmati, e le varianti tardive sono molto costose. Il conto pende a favore del lamellare soprattutto sulle coperture di grandi ambienti e negli ambienti aggressivi; pende verso l'acciaio quando servono luci molto grandi con altezze di trave contenute.