Rivestimento di facciata in doghe di legno — tipicamente larice, cedro o legno termotrattato — fissate a una sottostruttura con un'intercapedine d'aria ventilata davanti all'isolante. Lo schermo di legno ripara dalla pioggia e dal sole; l'aria dietro asciuga entrambe le facce delle doghe, tenendole lontane dalla marcescenza. Caldo e naturale, è il volto dell'architettura alpina e contemporanea; con il tempo il legno assume una patina grigia uniforme.
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
Rivestimento di facciata in doghe di legno — tipicamente larice, cedro o legno termotrattato — fissate a una sottostruttura con un'intercapedine d'aria ventilata davanti all'isolante. Lo schermo di legno ripara dalla pioggia e dal sole; l'aria dietro asciuga entrambe le facce delle doghe, tenendole lontane dalla marcescenza. Caldo e naturale, è il volto dell'architettura alpina e contemporanea; con il tempo il legno assume una patina grigia uniforme.
La facciata ventilata in legno è un rivestimento «a schermo avanzato»: le doghe non sigillano la parete, la proteggono. Sono fissate su una listellatura e una sottostruttura, con un'intercapedine d'aria continua davanti all'isolante fissato al muro. È la stessa logica della facciata ventilata in pietra o metallo, con un materiale vivo.
L'acqua battente è in gran parte respinta dalle doghe; quella che passa cola nell'intercapedine e viene smaltita. Soprattutto, l'aria che sale dietro le doghe ne asciuga entrambe le facce: è questa ventilazione, non un trattamento, a tenere lontana la marcescenza. Un legno che resta bagnato marcisce; un legno ventilato dura.
Esposto al sole e alla pioggia il legno cambia colore: senza protezione assume una patina grigio-argento uniforme, parte del suo fascino. Si scelgono essenze durabili (larice, cedro) o legno termotrattato, e si cura il disegno — gocciolatoi, distanze da terra, teste protette — per allungarne la vita. Una doga danneggiata si sostituisce da sola.
Il legno è combustibile: in facciata, sugli edifici alti, vanno rispettate le regole antincendio (trattamenti, fasce e barriere non combustibili, compartimentazione dell'intercapedine). Il legno inoltre «lavora» con l'umidità: le doghe si montano con giochi e fissaggi che ne permettono il movimento, con viti in acciaio inox per evitare corrosione e macchie da tannino.
Il legno in facciata non dura per un trattamento miracoloso, ma perché resta asciutto. Lo schermo di doghe respinge la pioggia battente; quella che passa cola nell’intercapedine, e soprattutto l’aria che vi sale asciuga entrambe le facce delle doghe, fronte e retro, dopo ogni pioggia. Un legno che si asciuga in fretta non marcisce e non è attaccato dai funghi: la ventilazione è la sua vera protezione. Il sole, intanto, lo ingrigisce in una patina uniforme che fa parte del suo carattere.
Le doghe si avvitano con viti in acciaio inox a un controlistello sulla sottostruttura, con un giunto d’ombra aperto tra l’una e l’altra: lascia respirare e drenare la facciata. L’inox evita le colature di ruggine e le macchie da tannino che l’acciaio comune rilascerebbe sul legno.
Al piede il rivestimento si ferma staccato dal suolo — un gioco di gocciolamento che tiene le teste del legno lontane da schizzi e ristagni. Una griglia chiude la presa d’aria contro gli insetti, lasciando entrare l’aria che sale e asciuga le doghe.
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