Pavimento in Seminato con Intarsi in Ottone
Il seminato non è un pavimento posato: è un pavimento fuso in opera e poi scoperto. La superficie che si vedrà non esiste ancora quando si getta — sta dentro l'impasto, un paio di millimetri più in basso — e la levigatura non è una finitura ma il momento in cui il progetto diventa visibile. Per questo l'unico disegno che conta è quello dei profili di ottone: sono la sola cosa che si decide prima e che dopo non si può più correggere.
Panoramica
TAV. 00Il processo copre il pavimento in seminato gettato in opera con profili di intarsio in ottone, dal disegno dei profili fino alla protezione finale e alla manutenzione. La particolarità che governa tutte le fasi è la doppia natura del profilo: è insieme il disegno che si vedrà e il giunto che controlla la fessurazione di una lastra continua gettata su decine di metri quadri. Le due funzioni vanno soddisfatte contemporaneamente, e quando entrano in conflitto — un disegno che vorrebbe campiture ampie in un ambiente lungo e stretto — vince il giunto, perché una fessura attraversa il disegno molto più di quanto un profilo in più lo disturbi. Il resto del processo è una sequenza di attese: l'impasto deve maturare prima di essere levigato, e ogni passaggio di levigatura scopre una superficie che va stuccata prima di passare al successivo.
La partitura di posa
TAV. HIl dettaglio del gestoDove il profilo deve passare comunque
Disegnare i profili: giunto e disegno insieme
Il disegno dei profili si costruisce sovrapponendo due criteri. Il primo è compositivo: campiture, bordure, soglie, eventuali iscrizioni. Il secondo è tecnico: il profilo deve passare in tutti i punti in cui la lastra tenderà a fessurare — gli spigoli rientranti, i restringimenti di pianta, le soglie delle porte, i cambi di destinazione d'uso, i giunti già presenti nel supporto — e deve chiudere campiture di dimensione e proporzione contenute, evitando le forme molto allungate. Dove i due criteri sono in conflitto vince il secondo, e il disegno si riorganizza attorno ai profili obbligati.
Elaborazione del disegno dei profili di intarsio in ottone con verifica della funzione di giunto di controllo, comprendente il passaggio obbligato in corrispondenza di spigoli rientranti, restringimenti, soglie e giunti del supporto.taccuino di cantiere — sintesi redazionale
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TAVOLA 01
Il profilo è il disegno e insieme il giunto
Una lastra continua che matura ritira, e il ritiro cerca sempre gli stessi punti. Il profilo di ottone è la sola occasione in cui una scelta compositiva e una necessità tecnica coincidono — a patto che il disegno sia costruito su entrambe.
Lo schema illustra la logica del disegno. Dimensioni delle campiture, proporzioni ammesse e spessori vanno assunti dal progetto e dalle indicazioni del sistema impiegato.
TAVOLA 02
La superficie sta due millimetri più in basso
Al getto il pavimento è una superficie chiusa di legante. La graniglia — cioè il progetto — sta sotto, e appare solo quando l'abrasivo scende. Da quel momento ogni passaggio scopre qualcosa e ogni stuccatura lo chiude.
Lo schema è qualitativo. Spessori, numero di passaggi e grane vanno assunti dal progetto e dalle indicazioni del sistema impiegato.
Come invecchia (e cosa lo tradisce)
TAV. PDomande da cantiere
TAV. QPerché i profili non si possono aggiungere dopo?
Perché non sono applicati sopra il pavimento: lo attraversano per tutto lo spessore e vengono annegati nell'impasto al momento del getto. Aggiungerne uno dopo significa tagliare il seminato, incollare un profilo dentro il taglio e stuccare: il risultato è una linea che si distingue da tutte le altre, perché ha due fughe laterali che le altre non hanno.
L'ottone si ossida? Va bene in un bagno?
Sì, si ossida, e nella maggior parte dei casi è esattamente ciò che si vuole: scurisce nelle zone poco calpestate e resta chiaro dove si cammina, restituendo la mappa d'uso dello spazio. In ambienti umidi il fenomeno è più rapido e meno uniforme. Se si vuole un ottone stabile nel tempo va scelto un profilo trattato in superficie, decidendolo prima del getto e non dopo.
Quanto tempo passa prima di poter camminare sul pavimento?
Camminarci con cautela è possibile dopo pochi giorni, ma la domanda utile è un'altra: quanto passa prima della levigatura. Lì i tempi sono di settimane e non si comprimono, perché dipendono dalla maturazione del legante. In programmazione conviene collocare il getto molto presto e la levigatura vicino alla consegna, così l'attesa cade dentro le altre lavorazioni.
Si può realizzare sopra un pavimento esistente?
Sì, ed è una via frequente nelle ristrutturazioni, ma cambia una cosa importante: lo spessore disponibile. Un seminato sottile ha meno riserva per le future rilevigature e meno margine per assorbire le irregolarità del supporto. Se il pavimento esistente è fessurato, la membrana di desolidarizzazione non è un'opzione ma la condizione perché l'intervento abbia senso.