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PRC.11 · Processo Costruttivo

Struttura in Acciaio: Montaggio della Carpenteria

In acciaio la struttura non si costruisce: si monta. Tutto il lavoro vero è stato fatto in officina, e in cantiere restano tre cose che decidono l'esito — la quota dei tirafondi, i controventi provvisori e la coppia di serraggio.

Tolleranza dei tirafondi
± 5 mm in pianta
Resa di montaggio
1 piano ogni 5–10 giorni
Perdita di resistenza in incendio
≈ 50 % a 550 °C
Riciclabilità
> 90 % a fine vita

Panoramica

TAV. 00

Un telaio in acciaio arriva in cantiere già finito: profili tagliati, forati, saldati e verniciati, con una marcatura che li fa corrispondere alla tavola di montaggio. Il montaggio è quindi un lavoro di precisione geometrica più che di costruzione, e la sequenza è dettata dalla stabilità: fino a quando i controventi definitivi non sono in opera, la struttura sta in piedi soltanto grazie a puntelli e tiranti provvisori, che sono a tutti gli effetti parte del progetto. Il piano si completa con la lamiera grecata e un getto che non è un pavimento ma la parte compressa della trave, resa solidale dai pioli connettori. Alla fine resta il capitolo che più spesso si sottovaluta: l'acciaio nudo perde resistenza rapidamente in incendio, e la protezione al fuoco va progettata come parte della struttura, non aggiunta alla fine.

La partitura di posa

TAV. H
Le battute — coi giorni del cantierebattuta 1 di 5
7–28 giornimaturazione del getto collaborante prima di caricare il piano e togliere le puntellazioni provvisorie

clicca una battuta · frecce ← → per scorrere il cantiere · le pause tratteggiate sono la chimica che lavora

NON IN SCALA1 strato su 5 in operaPilastri su piastra e tirafondi

Il dettaglio del gestola piastra in quota sulla malta

PLINTOMALTAESPANSIVAPILASTROTIRAFONDI ANNEGATI CON DIMA
01Giorni 1–4

I tirafondi e le piastre di base

Posizionamento dei tirafondi con dima prima del getto dei plinti, poi appoggio delle piastre su spessori e messa in quota.

Perché si fa cosìTutta la geometria dell'edificio nasce qui, ed è l'unico punto in cui l'errore non si recupera con un tirante. I tirafondi vanno annegati con una dima rigida, non a occhio: se sono fuori di due centimetri, il pilastro non entra e si finisce a ovalizzare i fori della piastra, che è il modo più rapido per dimezzare la resistenza del nodo. La piastra, poi, non deve appoggiare sul calcestruzzo: si mette in quota su spessori e si riempie il vuoto con malta espansiva, così il contatto è pieno e uniforme. Un appoggio parziale concentra tutto il carico su uno spigolo del plinto.
± 5 mm · tolleranza in pianta dei tirafondi25–50 mm · spessore del letto di malta0 vuoti · contatto sotto la piastra
In manodima metallica per tirafondilivello ottico o laser rotantespessori calibrati e malta espansiva
malta di sottopiastra non gettata sotto i 5 °C
L’errore che costa caroFori della piastra allargati con la fiamma per far entrare il pilastro: il bullone non lavora più in aderenza, il nodo diventa un perno con gioco e la struttura balla al primo vento.
Controllo DLPosizione e verticalità dei tirafondi rispetto alla dima; quota della piastra su livello ottico; malta di sottopiastra espansiva e continua, senza vuoti; nessun foro allargato in cantiere.
La dima costa mezza giornata. Un tirafondo storto costa una settimana e una perizia.taccuino di cantiere — sintesi redazionale

La curva che spiega tutto

Perché l'acciaio ha bisogno di essere protetto dal fuoco

TAV. G1

L'acciaio non brucia: cede. La sua resistenza cala con la temperatura in modo continuo, e intorno ai cinquecentocinquanta gradi ne resta circa metà — la metà che, nella combinazione dei carichi in caso d'incendio, corrisponde grosso modo a quanto sta effettivamente portando. Su un profilo nudo quella temperatura arriva in pochi minuti. Proteggerlo significa comprare tempo: il tempo che serve alle persone per uscire e ai soccorsi per entrare.

100 %50 %0 %20 °C550 °C1000 °CPROTEGGERE = RALLENTAREla salita di temperatura,non la resistenzaANDAMENTO QUALITATIVO DEL FATTORE DI RIDUZIONE DELLO SNERVAMENTO

Andamento qualitativo, tracciato per spiegare il principio. I fattori di riduzione da usare nei calcoli sono quelli degli Eurocodici strutturali in condizioni di incendio: qui non si riproducono, si spiega perché esistono.

Due materiali, una trave

Cosa fa davvero il piolo connettore

TAV. G2

Appoggia una soletta su una trave e avrai due elementi che si flettono insieme ma scorrono l'uno sull'altro: ognuno lavora per conto suo. Impedisci quello scorrimento e i due diventano un'unica sezione, molto più alta e quindi molto più rigida. Il piolo è il pezzo che impedisce lo scorrimento, e la differenza fra le due situazioni non è un dettaglio: è il motivo per cui il solaio misto esiste.

SENZA PIOLI · SCORRECON PIOLI · SEZIONE UNICALE DUE FACCE SCORRONO IN VERSO OPPOSTOogni elemento porta da soloSCORRIMENTO IMPEDITO: UNA SOLA SEZIONEaltezza utile molto maggiore, freccia molto minoreSCHEMA DI PRINCIPIO · LA COLLABORAZIONE SI PERDE SE LA SALDATURA DEL PIOLO NON PENETRA

Schema di principio. È anche il motivo per cui non si può «recuperare» un solaio misto aggiungendo spessore di getto: senza connessione, il calcestruzzo in più è solo peso.

Come invecchia (e cosa lo tradisce)

TAV. P
PIEDE CORROSOPiastra di base senza malta continua o con ristagno d'acqua attorno (fase 01): la corrosione parte dal contatto, invisibile sotto il pavimento, e riduce la sezione proprio dove il carico è massimo.
TELAIO SVERGOLATOControventi provvisori tolti prima di quelli definitivi (fase 02): il telaio si deforma sotto vento e i nodi restano fuori squadro anche dopo il raddrizzamento, con bulloni già in tensione a vuoto.
SOLAIO CHE NON COLLABORAPioli saldati male o in numero insufficiente (fase 03): la soletta diventa peso morto, la freccia raddoppia e il solaio vibra al passaggio delle persone.
FESSURE SUGLI APPOGGIRitiro impedito senza fibre né armatura di continuità (fase 04): la soletta si fessura in corrispondenza delle travi, l'acqua raggiunge la lamiera e la zincatura si consuma dall'alto.
CLASSE AL FUOCO INTERROTTANodi, piastre e controventi lasciati scoperti (fase 05): l'elemento protetto regge, il collegamento no, e la resistenza dichiarata dell'insieme non esiste.

Domande da cantiere

TAV. Q
Acciaio o calcestruzzo armato: come si decide davvero?

Raramente per il costo al chilo, quasi sempre per il tempo e per la luce. L'acciaio vince quando servono campate lunghe, altezze di trave contenute, tempi di cantiere brevi o quando la struttura dovrà essere modificata in futuro. Il calcestruzzo vince su rigidezza, massa termica, resistenza al fuoco intrinseca e costo di manutenzione. In molti progetti la risposta è mista: nucleo in calcestruzzo per i controventi e telaio in acciaio per i piani.

Zincatura o verniciatura?

La zincatura a caldo è protezione di massa: dura decenni senza manutenzione ed è la scelta obbligata per carpenteria esterna, strutture in ambiente umido o elementi difficili da raggiungere. La verniciatura in ciclo è più flessibile sul colore e permette il ritocco, ma va rifatta. Nei casi più gravosi si usa il sistema duplex — zincatura più verniciatura — che dura più della somma dei due, perché la vernice protegge lo zinco e lo zinco protegge l'acciaio quando la vernice si graffia.

Si può forare una trave in cantiere per far passare un impianto?

Non senza verifica. I fori nell'anima si possono fare, ma posizione, diametro e distanza dagli appoggi cambiano la resistenza al taglio in modo tutt'altro che intuitivo, e la zona vicino agli appoggi è la più delicata. La regola di cantiere è semplice: nessun foro non disegnato. Se serve, si chiede il calcolo e, se necessario, il rinforzo con piatti saldati in officina o certificati in opera.

Perché la carpenteria arriva marcata pezzo per pezzo?

Perché in officina ogni profilo è stato tagliato su misura per una posizione precisa, con fori e piastre che corrispondono soltanto a quel nodo. La marcatura lega il pezzo alla tavola di montaggio e alla sua documentazione di qualificazione. Scambiare due pezzi apparentemente uguali significa quasi sempre trovarsi con fori disallineati e, nel caso peggiore, con un profilo di classe diversa nel punto sbagliato.

Materiali coinvolti

TAV. M
MAT.13/36A
Lega strutturale
Acciaio S235 / S355
MAT.16/39A
Rivestimento metallurgico
Acciaio Zincato a Caldo
MAT.26/49C
Calcestruzzo fibrorinforzato (FRC)
Calcestruzzo Fibrorinforzato (FRC)
MAT.35/58L
Lana Minerale
Lana di Roccia
MAT.07/30A
Inossidabile austenitico
Acciaio Inox

Stratigrafia

TAV. S
↑ EsternoInterno ↓
Protezione al fuoco
Lastre in lana di roccia o vernice intumescente sulla carpenteria
Getto collaborante fibrorinforzato
Non è un pavimento: è la parte compressa della trave
Lamiera grecata zincata
Cassero a perdere e armatura inferiore in un pezzo solo
Travi principali e secondarie
Il piano orizzontale, bullonato in opera
Pilastri su piastra e tirafondi
Il carico scende qui: la malta di sottopiastra fa il resto

Vantaggi

TAV. V
  • Cantiere a secco: nessuna maturazione fra un piano e il successivo
  • Luci libere che il calcestruzzo pagherebbe in altezza e in peso
  • Masse ridotte: meno azione sismica e fondazioni più piccole
  • La qualità si fa in officina, dove si controlla; in cantiere si fa solo il nodo
  • Bullonata si smonta: l'acciaio rientra nel ciclo senza perdere qualità