Parete portante in calcestruzzo armato gettata in opera, continua e monolitica: oltre a chiudere lo spazio, fa struttura. Per la sua rigidezza nel piano è l'elemento che irrigidisce e controventa l'edificio contro vento e sisma — il «setto» o «nucleo» di scale e ascensori — e, controterra, fa da muro di contenimento impermeabile. Si realizza con casseri, armatura e getto, e va progettata per i carichi verticali e per le azioni orizzontali nel proprio piano.
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
Parete portante in calcestruzzo armato gettata in opera, continua e monolitica: oltre a chiudere lo spazio, fa struttura. Per la sua rigidezza nel piano è l'elemento che irrigidisce e controventa l'edificio contro vento e sisma — il «setto» o «nucleo» di scale e ascensori — e, controterra, fa da muro di contenimento impermeabile. Si realizza con casseri, armatura e getto, e va progettata per i carichi verticali e per le azioni orizzontali nel proprio piano.
Il setto in cemento armato è una parete che lavora come struttura. A differenza di una tamponatura o di una muratura, è gettato in opera in continuità con solai e fondazioni, e forma con essi un unico organismo rigido. Lo si usa dove servono resistenza e, soprattutto, rigidezza: i nuclei di scale e ascensori, i muri controterra dei piani interrati, le pareti di taglio che controventano gli edifici alti.
Una parete è enormemente più rigida nel proprio piano che fuori piano. È questa rigidezza che la rende il controvento ideale: assorbe le azioni orizzontali — vento, e soprattutto sisma — e le porta a terra, evitando che l'edificio oscilli o si deformi troppo. Disposti con simmetria in pianta, i setti «governano» il comportamento sismico; mal distribuiti, introducono torsioni dannose. La loro posizione è una scelta strutturale, non solo architettonica.
Sotto terra il setto fa anche da muro di contenimento: trattiene la spinta del terreno e dell'acqua di falda. Diventa allora una vasca, e va impermeabilizzato — con membrane, guaine bentonitiche o calcestruzzi a tenuta — e drenato, curando le riprese di getto con water-stop. Il copriferro verso terra dev'essere abbondante per proteggere l'armatura dall'ambiente aggressivo.
La parete si costruisce posando l'armatura tra due casseri e gettando il calcestruzzo, che va vibrato per riempire ogni angolo senza segregare. La qualità nasce nei dettagli: copriferro garantito da distanziatori, riprese di getto pulite e armate, casseri stagni e ben puntellati per reggere la spinta del calcestruzzo fresco. Una facciavista richiede casseri e getto curatissimi; altrimenti si finisce con intonaco o, esternamente, con un cappotto.
Una parete è rigidissima nel proprio piano. Investita da un’azione orizzontale — il vento, ma soprattutto il sisma — non si lascia deformare: assorbe la spinta come una grande lama verticale e la porta a terra, impedendo all’edificio di oscillare e ai telai di «racking». Disposti con simmetria, i setti governano il comportamento dell’edificio sotto sisma; è il motivo per cui i nuclei di scale e ascensori sono quasi sempre in cemento armato. Controterra, la stessa parete trattiene il terreno e fa da vasca impermeabile.
Dove il getto si interrompe, la superficie si lascia scabra e vi si annega un water-stop; l’armatura verticale corre continua attraverso la ripresa. Così la nuova porzione aderisce e la parete resta a tenuta anche dove è stata gettata in due tempi.
Al piede il setto si ammorsa alla fondazione con ferri di ripresa piegati; l’impermeabilizzazione si risvolta sulla parete e un water-stop chiude la ripresa, così terreno e falda restano fuori e il copriferro protegge l’acciaio.
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