Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia (CAM Edilizia)
Abstract
TAV. 00Definisce i Criteri Ambientali Minimi per l'affidamento della progettazione e dei lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici. Obbligatori negli appalti pubblici, fissano requisiti ambientali per materiali, prestazioni e gestione del cantiere lungo l'intero ciclo di vita dell'opera.
Campo di applicazione
TAV. 01Appalti pubblici di progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici. Rilevanti anche per gli interventi privati che accedono a incentivi che li richiamano.
Approfondimento
TAV. AChe cosa impongono i CAM
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali che la pubblica amministrazione inserisce nei propri appalti per ridurre l'impatto delle opere lungo l'intero ciclo di vita. Per l'edilizia li definisce il D.M. 23 giugno 2022, in vigore dal 4 dicembre 2022, che ha sostituito il precedente D.M. 11 ottobre 2017. Non sono una raccomandazione: sono lo strumento operativo del Green Public Procurement, gli acquisti verdi della pubblica amministrazione.
La loro forza sta nell'obbligatorietà. Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023, art. 57) ne impone l'applicazione negli appalti a prescindere dall'importo: chi progetta o costruisce per un committente pubblico deve rispettarli e documentarli, e l'offerta che ignora i criteri di base viene esclusa.
Come è strutturato il decreto
Il decreto distingue criteri di base, obbligatori, e criteri premianti, che attribuiscono punteggio all'offerta migliore. I requisiti non riguardano solo i materiali: coprono l'edificio nel suo complesso, i singoli componenti edilizi e la gestione del cantiere, e si distribuiscono lungo tutte le fasi della gara.
- 01Selezione dei candidatiRequisiti soggettivi dell'operatore economico, come i sistemi di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS).
- 02Specifiche tecnicheRequisiti oggettivi su edificio, componenti e cantiere: prestazione energetica, materiali, gestione dei rifiuti da demolizione e costruzione.
- 03Criteri premiantiPunteggi per soluzioni che superano i minimi: riciclato aggiuntivo, disassemblabilità spinta, analisi del ciclo di vita (LCA) dell'edificio.
- 04Clausole contrattualiCondizioni di esecuzione verificate in cantiere e al collaudo.
I requisiti sui materiali e sul fine vita
Sui materiali i CAM agiscono su più leve contemporaneamente: contenuto di materia riciclata o recuperata per le diverse famiglie (calcestruzzo, acciaio, laterizi, isolanti, legno), limitazione delle sostanze pericolose, impiego di materie rinnovabili e, soprattutto, progettazione per il disassemblaggio. Una quota in peso dei componenti edilizi e degli elementi prefabbricati, fissata dal decreto, deve poter essere a fine vita sottoposta a demolizione selettiva ed essere riciclabile o riutilizzabile.
| Leva | Cosa chiede | Come si dimostra |
|---|---|---|
| Contenuto di riciclato | quote minime di materia riciclata o recuperata per famiglia di materiale | certificazioni di prodotto o dichiarazioni del fabbricante |
| Disassemblabilità | componenti progettati per la demolizione selettiva e il riciclo a fine vita | relazione di progetto sul fine vita |
| Sostanze pericolose | esclusione o limitazione (es. CMR e sostanze in Candidate List REACH) | schede tecniche e di sicurezza |
| Prestazioni ambientali | trasparenza degli impatti del prodotto | EPD/DAP secondo UNI EN 15804 |
Punti chiave
TAV. K- Obbligatori negli appalti pubblici: il D.Lgs. 36/2023 (art. 57) ne impone l'applicazione
- Requisiti sui materiali: contenuto di riciclato/rinnovabile ed EPD secondo UNI EN 15804
- Criteri di cantiere, disassemblabilità e gestione del fine vita
- Articolati in criteri di base (obbligatori) e premianti (punteggio)
- In vigore dal 4 dicembre 2022; sostituiscono il D.M. 11 ottobre 2017
Materiali soggetti
TAV. MProcessi coinvolti
TAV. PTracce d'esame che la chiamano in causa
TAV. EDove questa norma compare nelle prove d'esame di abilitazione passate — studi la norma, non solo il tema.
Domande frequenti
TAV. QI CAM sono obbligatori per tutti gli appalti pubblici?
Sì. Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023, art. 57) ne impone l'inserimento negli appalti pubblici a prescindere dall'importo. I criteri di base sono vincolanti e la loro violazione comporta l'esclusione; i criteri premianti attribuiscono punteggio.
Che differenza c'è tra criteri di base e premianti?
I criteri di base sono requisiti minimi obbligatori: l'offerta che non li rispetta è esclusa. I criteri premianti sono migliorativi e volontari: chi li soddisfa ottiene punteggio aggiuntivo in graduatoria.
I CAM valgono anche per l'edilizia privata?
Non direttamente: si applicano agli appalti pubblici. Tuttavia molti bandi, incentivi e protocolli di sostenibilità li richiamano, e restano un riferimento di buona pratica anche per i lavori privati.
Cosa significa progettare per la disassemblabilità?
Significa concepire l'edificio e i suoi componenti in modo che, a fine vita, possano essere smontati con demolizione selettiva e i materiali recuperati o riciclati, invece di diventare rifiuto indifferenziato.
Glossario
TAV. G- CAM (Criteri Ambientali Minimi)
- Requisiti ambientali che la pubblica amministrazione inserisce negli appalti per ridurre l'impatto delle opere lungo il ciclo di vita.
- Green Public Procurement (GPP)
- L'approccio con cui la pubblica amministrazione usa la propria domanda di beni, servizi e lavori per orientare il mercato verso soluzioni a minore impatto ambientale.
- Criterio premiante
- Criterio non obbligatorio che attribuisce punteggio aggiuntivo alle offerte con prestazioni ambientali superiori ai minimi.
- Disassemblabilità
- L'attitudine di un edificio o di un componente a essere smontato a fine vita per recuperare e riciclare i materiali (progettazione per il disassemblaggio).
- EPD / DAP (UNI EN 15804)
- La Dichiarazione Ambientale di Prodotto: un documento verificato che quantifica gli impatti ambientali di un prodotto secondo regole comuni di categoria.