Cappotto termico: le cinque decisioni che vengono prima del preventivo
Guida operativa, senza lirismi: supporto, isolante, spessore, punti singolari, posa. Le cinque scelte che decidono un cappotto — nell'ordine in cui vanno fatte davvero.
Il cappotto è il più frainteso degli interventi edilizi: viene comprato come un prodotto ("quanto costa al metro quadro?") mentre è un sistema — e i sistemi falliscono nei punti in cui nessuno ha deciso niente. Questa è una guida operativa: cinque decisioni, nell'ordine in cui vanno prese. Se arrivi al preventivo con queste cinque risposte scritte, il preventivo diventa confrontabile; senza, stai confrontando numeri che parlano di cose diverse.
Ogni decisione è collegata ai nodi dell'enciclopedia — i quattro sistemi a cappotto schedati, i materiali isolanti, le norme con il loro stato di vigenza — così puoi verificare, non fidarti.
1. Il supporto decide più del pannello
Prima domanda, sempre: su cosa si incolla? Un cappotto sta in piedi per adesione e fissaggio meccanico al supporto — e il supporto reale (intonaco che sfarina, pitture che si staccano, umidità di risalita, muratura irregolare) è quasi sempre peggiore di quello disegnato. Le verifiche preliminari non sono burocrazia: prova di strappo dove l'intonaco è dubbio, mappatura delle zone ammalorate, diagnosi dell'umidità PRIMA di sigillare la parete. Un cappotto posato su un supporto umido non risana: incapsula il problema.
Decisione da scrivere: stato del supporto accertato, interventi preparatori previsti (consolidamento, deumidificazione, rimozione finiture incoerenti), tipo di fissaggio conseguente.
2. Quale isolante, per quale parete
Non esiste "l'isolante migliore": esistono accoppiamenti giusti. L'EPS è l'economico di riferimento, leggero e lavorabile, ma chiuso al vapore e sensibile al fuoco (si usa nelle versioni additivate). La lana di roccia è incombustibile e traspirante: la scelta naturale dove servono sicurezza al fuoco e permeabilità. La fibra di legno dà massa: è la risposta al caldo estivo (sfasamento), non solo al freddo. Il sughero è stabile e naturale, a costo più alto. Su una muratura storica traspirante, un isolante chiuso è un errore di accoppiamento prima ancora che di prodotto — lo stesso principio che vale per gli intonaci.
Decisione da scrivere: famiglia di isolante e perché (fuoco, vapore, estate, budget), non solo lo spessore. Le quattro schede di sistema collegate in fondo mettono in fila stratigrafie e controlli per ciascuna famiglia.
3. Lo spessore non si sceglie a sentimento
Lo spessore discende da un calcolo, non da un'abitudine di zona ("qui si mettono otto centimetri"). I limiti di trasmittanza dipendono dalla zona climatica e dal tipo di intervento — ristrutturazione importante, riqualificazione, nuova costruzione — e cambiano il progetto: la stessa parete in zona E e in zona B chiede pacchetti diversi. E il calcolo serio include la verifica igrometrica: dove si sposta il punto di rugiada con il cappotto? È la risposta alla paura più diffusa (la muffa), ed è un calcolo, non un'opinione.
[N]Dove stanno i requisiti
Il quadro è il D.Lgs. 192/2005 (rendimento energetico in edilizia, più volte aggiornato) con i requisiti minimi operativi fissati dal D.M. 26/06/2015: lì si trovano le trasmittanze limite per zona climatica e tipo di intervento. Sono testi di legge liberi: le schede collegate in fondo li riassumono e linkano il testo ufficiale, con lo stato di vigenza aggiornato.
4. I punti singolari sono il progetto
Il campo corrente di un cappotto lo sanno posare (quasi) tutti. Il progetto vero sta nei punti singolari: la partenza allo zoccolo (materiale resistente all'acqua e zoccolatura dedicata), i fori finestra (spallette isolate, davanzali con taglio termico, cassonetti), i balconi passanti (ponte termico che nessuno spessore di facciata compensa), gli impianti appesi. Ogni punto singolare non risolto è un ponte termico che condensa, sporca e infine fessura. Se il preventivo non nomina questi nodi uno per uno, non è un preventivo: è un prezzo al metro quadro.
5. Chi lo posa (e cosa firma)
Il cappotto è venduto come kit di sistema: pannello, collante, tasselli, rasante, rete e finitura progettati insieme dal produttore. Mescolare componenti di produttori diversi per risparmiare significa perdere la garanzia di sistema — e la coerenza tecnica che la giustifica. Sulla posa esiste anche una qualificazione professionale dedicata agli installatori ETICS, normata a livello UNI: chiedere posatori qualificati non è pignoleria, è il modo più economico di comprare qualità. Decisione da scrivere: sistema completo di un produttore, posatori qualificati, e le verifiche in corso d'opera messe nero su bianco (incollaggio, tassellatura, spessori di rasatura).
Cinque decisioni, cinque righe scritte prima di chiedere un prezzo. È la differenza tra comprare centimetri di pannello e comprare una parete che funziona — e da qui in poi è il territorio delle schede: stratigrafie, controlli di posa e norme collegate, sistema per sistema.
Quaderno
Aggiunte datate che l’autore continua a fare nel tempo — note, seguiti, puntate video o audio — curate dalla redazione.
Questa guida segue la vigenza
I requisiti citati (D.Lgs. 192/2005, D.M. 26/06/2015) sono agganciati al grafo normativo dell'enciclopedia: se il loro stato di vigenza cambia — il recepimento della nuova direttiva europea sulla prestazione energetica è in corso — questa pagina riceverà qui un'aggiunta datata con cosa cambia per le cinque decisioni.